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Avvocati, barricate contro ddl forense e mediazione

del 20/10/2012
di: di Gabriele Ventura
Avvocati, barricate contro ddl forense e mediazione
Entra nel vivo la battaglia degli avvocati contro il governo. Martedì prossimo, infatti, da un lato la categoria scenderà in piazza a Roma, dall'altro è fissata l'udienza della Corte costituzionale sul dlgs n. 28/2010, che istituisce la mediazione obbligatoria. Ma non basta. Perché il Consiglio nazionale forense sta percorrendo invece la via giudiziaria, con i ricorsi presentati contro il dpr professioni, il dm sui parametri e i decreti delegati di attuazione della geografia giudiziaria, le cui motivazioni sono state illustrate ieri agli ordini forensi. Vediamo nel dettaglio tutte le iniziative che la categoria sta mettendo in atto contro le misure adottate dal governo in tema di liberalizzazioni e di interventi sul settore giustizia.

Le impugnative. Regolamento sulle professioni viziato da nullità per difetto assoluto di attribuzione a disciplinare la professione forense; decreto sui parametri illegittimo per sviamento di potere e adottato sulla base di una norma di sospetta incostituzionalità; decreti delegati di revisione della geografia giudiziaria incostituzionali per violazione della norme che regolano il potere normativo del governo, oltre che per irragionevolezza. Queste le principali ragioni di criticità che hanno spinto il Cnf a procedere nelle impugnative contro il dpr Professioni 137/2012, il decreto ministeriale sui parametri e la revisione della geografia giudiziaria. I motivi di ricorso sono stati illustrati dai rappresentanti dei tre collegi di difesa a cui il Cnf ha dato mandato a ricorrere (Vincenzo Cirulli-Irelli, Paolo Clarizia e Mario Bertolissi) nel corso del seminario di lavoro Cnf-Ordini forensi organizzato per fare il punto sulle riforme in atto, verificare i più recenti orientamenti giurisprudenziali e illustrare le linee interpretative del Cnf su tutte le questioni aperte che la riforma delle professioni sta proponendo agli Ordini forensi (innanzitutto su iscrizione all'albo, tirocinio e disciplinare). I ricorsi dovranno essere depositati entro il 18 novembre e, secondo quanto afferma il Cnf, anche diversi ordini si stanno orientando a seguire la via giudiziaria. «L'iniziativa dei ricorsi è una iniziativa necessitata per ristabilire l'ordine costituzionale», ha spiegato il presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa. «Si tratta di adempiere ad un impegno civile nei confronti dei cittadini, investiti da provvedimenti contra legem». L'auspicio del Cnf, comunque, rimane quello dell'approvazione della legge forense in parlamento e della revisione del decreto parametri da parte del governo in accoglimento dell'osservazioni del Cnf, in modo che possano essere superate le numerose criticità.

La manifestazione. La categoria sta anche seguendo la strada della protesta di piazza. La manifestazione promossa dagli ordini forensi a Roma, si terrà infatti martedì prossimo. Ma la coincidenza di date con l'udienza della Corte costituzionale non trova d'accordo l'ordine forense di Firenze, che «pur condividendo le motivazioni delle iniziative di protesta, tuttavia esprime perplessità per la scelta della data dell'astensione dalle udienze e della manifestazione che, coincidendo con l'udienza innanzi alla Corte costituzionale per la discussione del giudizio di legittimità della disciplina introdotta dal dlgs n. 28/2010, potrebbe essere interpretata come tentativo non legittimo di interferenza e pressione nei confronti della Corte costituzionale». Fatto sta che secondo l'Organismo unitario dell'avvocatura, guidato da Maurizio de Tilla, scenderanno in piazza oltre 100 ordini e circa due mila avvocati in rappresentanza di tutta la categoria, che sfilerà da piazza della Repubblica fino a piazza Santissimi Apostoli.

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