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Nessun limite alla crescita delle rinnovabili

del 19/10/2012
di: Cinzia De Stefanis
Nessun limite alla crescita delle rinnovabili
No alla previsione di limiti massimi per la produzione di impianti a fonti rinnovabili fissate da norme regionali in quanto la produzione di energia avviene in regime di libero mercato concorrenziale. La legislazione regionale non può stabilire limiti alla realizzazione degli impianti in quanto violano le norme di diritto internazionali (protocollo di Kyoto) e quelle comunitarie (2001/77/Ce) ed è quindi illegittimo il diniego all'autorizzazione a realizzare gli impianti. Questo è il principio espresso dal Consiglio di stato con la sentenza del 10 settembre 2012 n. 4768. I giudici di Palazzo Spada hanno riformato il giudizio di merito dando ragione alla società ricorrente contro la Regione Basilicata che aveva negato un'autorizzazione unica alla costruzione di un impianto eolico di 28 MW poiché erano stati superati i limiti massimi di potenza autorizzabile fissati dal Piano energetico regionale. La normativa varata dalla Regione Basilicata porta innegabilmente alla chiusura del mercato della produzione di energia eolica e ciò, sebbene stabilito con un limite temporale, si manifesta lesivo di importanti e basilari principi caratterizzanti gli ordinamenti europeo ed italiano. La direttiva comunitaria 2001/77/Ce impegna gli Stati membri a promuovere il maggior contributo delle fonti energetiche rinnovabili, ad adottare misure appropriate a promuovere l'aumento del consumo di elettricità da tali fonti. Obbliga gli Stati membri a ridurre gli ostacoli normativi e di altro tipo all'aumento di questo tipo di energia. L'art. 1 della direttiva richiama in primo luogo la necessità di «un maggior contributo delle fonti energetiche rinnovabili alla produzione di elettricità nel… mercato interno», mentre l'art. 3 prevede l'adozione da parte degli Stati membri di misure appropriate atte a promuovere l'aumento del consumo di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili secondo obiettivi indicativi nazionali, indicati nello stesso art. 3 nel 12% del consumo interno lordo di energia entro il 2010. I regimi di sostegno dei singoli Stati membri devono comunque promuovere efficacemente l'uso delle fonti energetiche rinnovabili ed ancor più, soprattutto, andranno ridotti gli ostacoli normativi e di altro tipo all'aumento della produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili.

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