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Lavoratori irregolari in oltre il 50% delle aziende

del 18/10/2012
di: di Simona D'Alessio
Lavoratori irregolari in oltre il 50% delle aziende
Oltre la metà (il 59%) di 18.207 aziende edili passate al setaccio è stata trovata «in una situazione di irregolarità». E, all'interno, c'erano poco meno di 3.700 persone che stavano svolgendo un'attività, ma erano completamente in nero. È quanto hanno scoperto gli uomini della Direzione generale per l'attività ispettiva del ministero del welfare e i militari dell'Arma dei carabinieri nell'ambito dell'operazione «Mattone sicuro», lanciata con l'obiettivo di rafforzare nel settore edile il contrasto al sommerso e tutti gli interventi per tutelare la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Le verifiche si sono tenute nel corso dei quattro mesi precedenti, ovvero dal 21 maggio al 30 settembre 2012: l'intento, fa sapere il dicastero guidato da Elsa Fornero, era quello di sottoporre a controllo almeno 15 mila imprese operanti nel comparto delle costruzioni, dislocate sull'intero territorio nazionale, però alla fine ne sono state esaminate 18.207, ai cui responsabili sono stati contestati complessivamente 10.817 illeciti. Il podio della regione della Penisola con la più elevata percentuale di irregolarità spetta al piccolo Molise (94%), seguito dalla Liguria (78%), dalla Calabria (77%), dalla Basilicata (76%), poi dalla Sardegna (70%), dalla Puglia (67%), dalla Lombardia e, infine, dall'Abruzzo (66%).

Quanto agli accertamenti sul personale, ispettori e carabinieri hanno riscontrato che venivano utilizzati 7.563 lavoratori irregolari, dei quali 3.680 erano totalmente in nero (una fetta consistente, il 49%), con punte del 67% in Puglia, del 66% in Basilicata e in Molise, del 65% in Campania, del 63% in Lazio e del 57% in Calabria; a seguito dei controlli, sono scattati 1.138 provvedimenti di sospensioni dell'attività imprenditoriale per l'utilizzo di addetti in nero e disposti 44 sequestri. Secondo quanto rende noto il ministero, infine, sono state contestate ben 12.887 «violazioni prevenzionistiche» (ossia il mancato rispetto delle normative sulla salvaguardia della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) e, come diretta conseguenza, sono state finora deferite 7.260 persone all'autorità giudiziaria.

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