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Gli aiuti alle coop agricole come i conferimenti

del 18/10/2012
di: Benito Fuoco e Nicola Fuoco
Gli aiuti alle coop agricole come i conferimenti
Nella valorizzazione dei conferimenti effettuati dai soci-fornitori di una cooperativa agricola, al costo della materia prima conferita dovranno essere sommati i contributi in conto esercizio. La retrocessione ai soci di tali somme, così maggiorate, non costituisce una occulta o indiretta distribuzione degli utili ai soci. Queste le conclusioni che si ricavano dalla sentenza n.14872/12, emessa dalla sezione tributaria della Corte di cassazione, e depositata in cancelleria lo scorso 5 settembre, che ha confermato le motivazioni assunte dalla Ctr Lazio nella sentenza n. 590/01/2009.

Nelle cooperative agricole, la gestione mutualistica si realizza attraverso la trasformazione, valorizzazione e commercializzazione dei prodotti conferiti, in prevalenza, dai soci, che rivestono, dunque, anche la veste di fornitori. A questa gestione può affiancarsi, in maniera comunque non prevalente, una gestione speculativa, volta cioè alla commercializzazione di prodotti acquistati da terzi. A chiusura dell'esercizio fiscale, determinato il risultato della gestione mutualistica, l'avanzo che ne deriva può essere retrocesso ai soci fornitori, sotto la forma del ristorno, realizzando di fatto una valorizzazione dei prodotti conferiti da questi ultimi. Da precisare poi che, con la Finanziaria 2004, che ha modificando la formulazione dell'articolo 10, dpr 601/1973, il beneficio mutualistico è stato ancorato al solo fatto che i prodotti oggetto di manipolazione siano stati prevalentemente conferiti dai soci (senza il riferimento alla potenzialità dei terreni di questi ultimi).

Nel caso controverso, l'amministrazione finanziaria discuteva il metodo di valorizzazione dei conferimenti retrocessi ai soci della cooperativa agricola, in particolare il trattamento dei proventi derivanti dai contributi in conto esercizio erogati in favore della società. A tal proposito la Corte di cassazione chiarisce che «quanto al criterio di valorizzazione dei conferimenti effettuati dai soci, il giudice di merito esclude un'occulta o indiretta distribuzione degli utili ai soci», e prosegue affermando che «al costo della materia prima, costituita nella circostanza dalle uve conferite dai soci della cooperativa, dovevano essere sommati i contributi in conto esercizio ricevuti». Gli ermellini, dunque, condividono l'assunto dei giudici regionali aggiungendo che dall'esame del verbale di ispezione effettuato dalla direzione generale della cooperazione del ministero del Lavoro, volto ad accertare la sussistenza dei requisiti mutualistici richiesti ai fini fiscali, i verificatori hanno espresso un giudizio finale di regolare gestione e rispetto della mutualità prevalente. I contributi in conto esercizio, infatti, come affermato dalla Ctr Lazio nella sentenza confermata, devono intendersi quali interventi destinati al sostegno della produzione agricola e, dunque, non imponibili ai fini Iva; ne consegue che detti contributi «debbono necessariamente essere sommati al costo della materia prima», costituito dal valore delle merci agricole conferite dai soci-fornitori, ai fini della valorizzazione dei conferimenti eseguiti dai soci.

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