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Beni e servizi: mancati pagamenti a quota 90 miliardi

del 18/10/2012
di: di Franco Adriano
Beni e servizi: mancati pagamenti a quota 90 miliardi
Novanta miliardi che ballano su entrambi i fronti: del cliente (la pubblica amministrazione) e del fornitore (le aziende private). È una curiosa coincidenza che dà da pensare l'identità fra la cifra che il governo ritiene di poter risparmiare dall'acquisto di beni e servizi e lo stock di debito arretrato vantato dalle imprese private nei confronti della pubblica amministrazione, appunto, per beni e servizi.

Il dato sui crediti vantati dalle imprese è stato ribadito ieri nel corso del convegno dal titolo «Ritardo di pagamenti e certificazione dei crediti: un decalogo a sostegno delle imprese di servizi», promosso dal Taiis, il Tavolo interassociativo imprese di servizi in cui si coordinano sul tema del ritardo dei pagamenti, 14 Associazioni e Federazioni rappresentative di imprese di servizi per un totale di oltre 18.000 imprese, 50 miliardi di euro di valore della produzione. Sì, perché, su 90 miliardi di ritardato pagamento ben 34 sono dovuti alle sole imprese di servizi «e sta determinando una crisi irreversibile nel settore, colpito anche dai tagli alla spesa sanitaria, a quella scolastica e dei buoni pasto», recita il comunicato Taiis, «che è pertanto costretto a ridurre progressivamente l'occupazione. Occorre fare presto recependo quanto prima la Direttiva comunitaria sui ritardati pagamenti e saldando i debiti pregressi: la crisi di liquidità sta soffocando le imprese». Le imprese di servizi chiedono un occhio di riguardo in particolare in questo momento perché costituiscono il principale cliente della Pa e lamentano ritardi di pagamento medi pari a 220 giorni, un dato ben peggiore dei 186 medi stimati per edilizia e forniture di beni. Giuseppe Guerini di Confcooperative ha sottolineato un fatto di cronaca contemporaneo che in quelle ore stava avvenendo a Napoli, ossia un gruppo di suore che si sono incatenate ad un palo della pubblica illuminazione davanti al Comune perché 40 istituti che assistono più di duemila persone, tra bambini e anziani non stanno ricevendo quanto dovuto. Il Taiis per stimolare il governo ha presentato qui un Decalogo dei servizi: dieci punti fra i quali quello presentato dal presidente Anseb Franco Tumino, di un potere di intervento e non solo di segnalazione all'Autorità che vigila sugli appalti pubblici. Di più, Riccardo Viriglio ha presentato un testo articolato di proposta di Decreto legislativo di recepimento della Direttiva, elaborato dal Centro Einaudi di Torino. Una sezione del convegno è stata dedicata alla certificazione dei crediti con il riconoscimento che si tratta di un'assoluta anomalia in un sistema che così non può andare avanti.

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