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Nuovo regime: detrazione del cliente svincolata

del 18/10/2012
di: di Franco Ricca
Nuovo regime: detrazione del cliente svincolata
L'Iva per cassa non pregiudica la detrazione del cliente. Ed è questa la strada che permetterà al regime di decollare davvero. Non solo quindi perché la platea dei potenziali fruitori è stata notevolmente allargata, ma anche perché il regime contabile, così come riconfigurato rispetto all'esperienza dell'art. 7del dl 185/2008, non pregiudica il recupero dell'imposta da parte dei clienti, i quali non avranno quindi motivo di esercitare pressioni dissuasive.

Dopo l'adozione del decreto ministeriale datato 11 ottobre 2012, che ha tra l'altro fissato al 1° dicembre 2012 la data di applicazione delle disposizioni sull'Iva per cassa contenute nell'art. 32-bis del dl n. 83/2012, manca soltanto il provvedimento dell'agenzia delle entrate che dovrà definire le modalità per l'esercizio dell'opzione e della revoca. Il nuovo regime contabile, basato sulla liquidazione dell'Iva con il criterio di cassa (temperato dal limite di un anno dall'effettuazione dell'operazione), è infatti attivabile previa opzione dei contribuenti aventi diritto (soggetti con volume d'affari non superiore a 2 milioni di euro). Una volta esercitata l'opzione, con effetto dal 1° gennaio o dalla data di inizio dell'attività, come chiarisce il decreto, il contribuente si atterrà, per tutte le operazioni effettuate nei confronti di soggetti passivi (eccettuate quelle espressamente escluse dal regime), alle disposizioni che differiscono l'esigibilità dell'Iva a debito e la detraibilità di quella a credito, rispettivamente, al momento dell'incasso ovvero del pagamento del corrispettivo, con il predetto limite temporale (che però non opera se il cessionario/committente, prima della scadenza del termine di un anno, sia stato assoggettato a procedura concorsuale).

Uno dei chiarimenti contenuti nel decreto attuativo riguarda l'ipotesi in cui il contribuente incassi (o paghi) solo parzialmente il corrispettivo dell'operazione: in tal caso, mutuando la soluzione già affermata con riferimento all'esigibilità differita ex art. 7 del dl 185/2008, il decreto chiarisce che l'imposta diviene esigibile (o detraibile) in proporzione al rapporto fra il corrispettivo incassato (o pagato) e l'importo totale dell'operazione.

Non viene detto nulla, invece, in relazione alla contabilizzazione delle note di variazione. Al riguardo, parrebbe logico ritenere che, seguendo il criterio di cassa, l'Iva relativa alle note di addebito emesse e alle note di accredito ricevute si rende dovuta nella liquidazione del periodo nel corso del quale è incassata; specularmente, l'Iva relativa alle note di accredito emesse e alle note di addebito ricevute, dovrebbe essere recuperata a partire dal periodo in cui viene corrisposta alla controparte. Probabilmente la questione sarà chiarita con circolare. In merito, poi, al passaggio di consegne fra il nuovo regime e le precedenti disposizioni dell'art. 7 del dl n. 185/2008, che cessano di applicarsi alla data del 1° dicembre 2012, è da ritenere che tali disposizioni continueranno a regolare le operazioni ad esigibilità differita poste in essere fino al 30 novembre prossimo.

A proposito della decorrenza viene ipotizzato che la mossa del governo si spieghi con ragioni di ordine contabile, legate all'allocazione delle risorse finanziarie. Si potrebbe però ipotizzare un'altra motivazione, e cioè che, attivando il regime prima del 31 dicembre 2012, si sia inteso evitare la procedura di consultazione che, secondo l'art. 167-bis della direttiva 2006/112/Ce, è necessaria qualora la soglia di accesso al regime venga fissata oltre il limite di 500 mila euro di volume d'affari (ma comunque entro il tetto massimo di 2 milioni), in considerazione del fatto che sono esentati dalla consultazione gli stati membri che, alla data del 31 dicembre 2012, già applicano un regime di cassa con un limite di accesso superiore a 500 mila euro.

Fra le disposizioni di maggiore rilievo della nuova disciplina vi è quella che, derogando al principio generale secondo cui il diritto alla detrazione sorge, per il cessionario/committente, nel momento in cui l'imposta diviene esigibile, ricollega invece, per i soggetti che ricevono fatture da fornitori che applicano il regime di cassa, la nascita del diritto al momento dell'effettuazione dell'operazione. In questo modo, il differimento dell'esigibilità dell'Iva in capo al fornitore, diversamente da quanto accade secondo l'art. 7del dl 185/2008, non pregiudica l'insorgenza e l'esercizio della detrazione da parte del cliente (eccettuato, ovviamente, il caso in cui anche quest'ultimo si avvalga del regime di cassa). Questa deroga, che non è prevista dall'art. 167-bis della direttiva 2006/112/Ce, è legittimata da una nota a verbale alla direttiva 2010/45/Ue, nella quale il consiglio e la commissione autorizzano gli stati membri a disporre nel suddetto senso. Questa previsione, come si diceva, assicurerà quindi al nuovo regime contabile un successo maggiore rispetto alle precedenti disposizioni, anche se presenterà inevitabilmente un rischio per l'erario, laddove attribuisce il diritto alla detrazione di un'imposta non ancora esigibile.

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