I 14 soggetti hanno la possibilità di presentare ricorso. La richiesta più pesante (un milione di euro) sarebbe per Paolo Bergamo, ex arbitro e designatore, fino ai 10.000 euro di condanna per Claudio Puglisi e Fabrizio Babini. Condanna per 800.000 euro per Pierluigi Pairetto, per 700.000 euro per Innocenzo Mazzini. Mezzo milione per Tullio Lanese e Massimo De Sanctis, 100.000 euro per Salvatore Racalbuto, solo per citare alcuni degli interessati. Bergamo è il primo a reagire: «Sono innocente, non ho certo danneggiato io l'immagine della Federcalcio e dello Stato. E al processo penale di Napoli rinuncio all'eventuale prescrizione per continuare la mia battaglia legale». Commentando la condanna, l'ex designatore arbitrale non si sorprende che la sentenza arrivi quando il procedimento penale di Napoli deve ancora arrivare a giudizio per il secondo grado. «Sono percorsi e tempi diversi», sottolinea Bergamo, «e questa tempistica non mi sorprende. Farò chiaramente appello. Anzi: se è vero che il processo penale di Napoli e' vicino alla prescrizione, preannuncio che comunque rinuncerà, per continuare la mia battaglia legale fino all'ultimo grado di giudizio e dimostrare la mia innocenza». «È un processo che abbiamo subito, soprattutto un processo mediatico», continua Bergamo, «ma quanto emerso dal dibattimento a Napoli mi fa essere tranquillo e fiducioso». Alla domanda se ritiene che questo pronunciamento della corte dei Conti possa influenzare, in qualche modo, l'atmosfera e il percorso del procedimento penale a Napoli, Bergamo ha risposto: «Assolutamente no. Sono cose molto diverse fra loro. A Napoli peserà anche quanto emerso nel dibattimento, e credo che i giudici lì hanno ora in mano elementi molto più significativi di quelli a disposizione della Corte dei conti». «Sono fiducioso perché illeciti non ne ho commessi, e battagliero' perché voglio dimostrare la mia innocenza».
