Consulenza o Preventivo Gratuito

Imprese individuali senza tutela sulla privacy

del 17/10/2012
di: La Redazione
Imprese individuali senza tutela sulla privacy
Imprese individuali senza tutela privacy. Il disegno di legge sulle semplificazioni esclude l'applicazione del codice della privacy a tutte le imprese, anche a quelle individuali. Ma il Garante della privacy non ci sta e avvisa che se il testo non verrà cambiato ricorrerà in sede Ue, per contrasto con la direttiva europea sui dati personali.

Il risultato della riforma è che per trattare i dati di un imprenditore singolo non occorrerà più dargli l'informativa e non bisognerà più chiedergli il consenso. Da un altro punto di vista l'imprenditore individuale non potrà esercitare i diritti previsti dal codice della privacy o ricorrere al garante in caso di violazione dei dati personali.

La legge di stabilità, infatti, intervenendo sull'articolo 5 del codice della privacy (dlgs 196/2003) esclude la privacy nell'esercizio dell'attività di impresa.

Unica eccezione i trattamenti di dati telefonici: qui le tutele sono accordate anche alle imprese: quindi niente chiamate indesiderate. Per il resto la privacy è completamente senza applicazione.

Nella relazione di accompagnamento si mette in evidenza lo scopo della norma che mira alla semplificazione estrema. Nella relazione si legge, infatti, che viene esteso il concetto di impresa che sta fuori dal campo di applicazione della privacy, comprendendo anche l'impresa esercitata in forma individuale (cioè da una persona fisica). La deroga era già prevista per le imprese gestite in forma societaria. L'esclusione dal campo di applicazione del codice della privacy, tuttavia, opera solo nei limiti in cui il trattamento dei dati si renda necessario per lo svolgimento dell'attività di impresa.

Sul punto va segnalata la reazione del Garante, che stigmatizza l'attacco al codice: solo qualche tempo fa è stato abrogato il documento programmatico sulla sicurezza e si sono limitate le tutele solo alle persone fisiche: ora si limitano le tutele alle persone fisiche che non sono imprenditori.

L'Autorità garante per la protezione dei dati personali ha espresso forti preoccupazioni sul testo del ddl semplificazioni, approvato ieri dal governo, nella parte relativa alle norme sulla privacy.

Secondo il collegio, presieduto da Antonello Soro, escludere dall'applicazione del Codice in materia di dati personali coloro che agiscono nell'esercizio dell'attività imprenditoriale, anche individuale, anziché semplificare la vita degli imprenditori li priva, in quanto persone fisiche, di ogni garanzia rispetto al trattamento dei loro dati, anche delicatissimi, e si pone in contrasto con la Direttiva europea. Se il testo venisse confermato, il Garante ha preannunciato che solleverà la questione in sede comunitaria.

Il Garante ha anche dichiarato di condividere la necessità di ridurre gli oneri a carico delle imprese, ma ritiene che le semplificazioni possano e debbano essere realizzate in forme che non sottraggano tutele, ma agevolino effettivamente l'attività imprenditoriale.

Le continue modifiche alla disciplina della protezione dei dati personali, operate in maniera non organica, rischiano, secondo il Garante, di determinare difficoltà applicative e dubbi interpretativi tali da vanificare le stesse finalità di semplificazione che si intendono perseguire, come dimostrano gli effetti di alcune recenti modifiche apportate al Codice privacy.

Da qui l'invito del Garante al parlamento per una correzione del testo conformandolo alle norme europee.

Dovrebbero, comunque, essere salvi i professionisti, che a rigore non sono imprenditori, a meno che si ritenga di applicare agli stessi ai fini privacy lo stesso statuto delle imprese.

Misure di sicurezza. Il disegno di legge si occupa di semplificazione delle misure di sicurezza. Si sostituisce l'articolo 36 del Codice privacy, che affida ad un apposito decreto interministeriale il compito di adeguare l'elenco delle misure di sicurezza contenuto nel disciplinare tecnico di cui all'Allegato B) al Codice. Viene introdotta la possibilità di definire, con il decreto in questione, modalità semplificate di adozione delle misure minime a favore, in particolare, di piccole e medie imprese, professionisti e artigiani, sentito il Garante per la protezione dei dati personali e anche le associazioni maggiormente rappresentative di tali soggetti.

Antonio Ciccia

vota