Consulenza o Preventivo Gratuito

Elusione fiscale, la Gdf all'attacco dell'antiriciclaggio

del 17/10/2012
di: di Simona D'Alessio
Elusione fiscale, la Gdf all'attacco dell'antiriciclaggio
Dal 2010 ad oggi sono state 149 le verifiche effettuate dalla Guardia di finanza con applicazione dell'art. 37-bis del dpr 600/73 (Disposizioni antielusive), mentre le segnalazioni su basi imponibili sottratte a tassazione ammontano a circa 5,4 miliardi di euro. E, nel primo semestre del 2012, nel mirino delle Fiamme gialle sono finite 34 mila 375 operazioni sospette di antiriciclaggio, altre 1.113 messe in evidenza da diverse figure professionali e 41, nello specifico, da commercialisti ed esperti contabili. Cifre diffuse ieri, a Roma, da Bruno Buratti (comando generale della Gdf) nel corso di un convegno su evasione, elusione e abuso del diritto, a margine del quale il direttore dell'Agenzia delle entrate, Attilio Befera, ha illustrato la «road map» del nuovo redditometro: pronto alla fine di ottobre («lo stiamo esaminando, e lo sottoporremo alle associazioni di categoria»), entrerà in vigore «dal 1° gennaio 2013». Un debutto, in verità, più volte annunciato sin da quando lo strumento, che comprenderà 100 voci di spesa significative del tenore di vita dei contribuenti, fu presentato ufficialmente alla stampa, dodici mesi fa: in quell'occasione, infatti, fu assicurato che avrebbe preso il via nel febbraio 2012, dopo una fase di sperimentazione che non è stata ancora avviata (si veda ItaliaOggi del 26/10/2011). La scadenza, però, non fu rispettata, bensì vagamente procrastinata, si disse nel corso di un'audizione parlamentare, alla «prima metà dell'anno». Ancora un nulla di fatto e, alla ripresa dei lavori di Montecitorio, il 12 settembre il vertice delle Entrate informò i membri della commissione Finanze che l'attesa sarebbe durata un mese, perché «stiamo lavorando a due forme di redditometro, uno per la selezione preventiva, e uno per le attività di controllo».

E adesso gli occhi sono puntati, dunque, sull'imminente sistema che «non misura la ricchezza, ma la spesa», nonché sul destino della norma sull'abuso del diritto nella delega fiscale (5291), varata la scorsa settimana alla Camera e ora all'esame di palazzo Madama. Maurizio Leo (Pdl), presidente della commissione sull'Anagrafe tributaria, si augura il testo «trovi presto spazio per la votazione e il via libera, considerato l'affastellamento di provvedimenti che vanno dalla legge elettorale, a quella di stabilità». Tuttavia, la vera sfida inizierà con «la successiva stesura dei decreti attuativi. Sulla parte penale ci volevano paletti più certi, così come sarà importante capire in che modo verrà trattato il tema delle iscrizioni a ruolo, perché la versione originaria prevedeva che sanzioni e interessi potevano essere riscossi dopo la sentenza della provinciale, ma tutto ciò è, poi, sparito». Disciplinare l'abuso del diritto, secondo Gerardo Longobardi, presidente dell'Ordine dei commercialisti di Roma, «fornirà un quadro di riferimento importante agli operatori. Temo, tuttavia, che la giurisprudenza possa leggere male questo tipo di disposizione. Perciò, sarebbe opportuno riflettere sulla possibilità di produrre una norma di rango costituzionale».

vota