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Nuovo regime Iva per cassa porta ossigeno alle pmi

del 17/10/2012
di: di Giovanni Galli
Nuovo regime Iva per cassa porta ossigeno alle pmi
Vantaggi immediati sulla leva finanziaria per le imprese che adotteranno il regime Iva per cassa a partire dal primo dicembre 2012. Ma ancora un maggiore rispetto dei tempi di incassi e pagamenti. Ne è sicuro Claudio Carpentieri, responsabile fiscale della Cna, che con ItaliaOggi valuta gli effetti del decreto del ministero dell'economia.

Domanda. Il decreto che da attuazione al regime Iva di cassa sta per essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale, quali effetti positivi vi aspettate per le imprese ?

Risposta. Il principale è il sacrosanto diritto di ogni impresa o lavoratore autonomo di pagare l'Iva solamente quando è stata incassata dal proprio cliente. Specialmente nei periodi di crisi economica, come quella che stiamo vivendo, evitare di anticipare l'Iva allo Stato, è fondamentale per migliorare le finanze delle imprese.

La Cna sta rivendicando l'introduzione di questo principio sin dal luglio del 2010, ossia da quando è stata emanata la direttiva europea che ha consentito di applicare l'Iva per cassa a tutte le imprese con fatturato inferiore ai 2 milioni di euro.

D. L'Iva per cassa non costituisce una novità in assoluto...

R. Si riferisce, penso, all'attuale regime Iva di cassa previsto dall'articolo 7 del dl n. 185/2008. Da una indagine che avevo fatto circa un anno fa su nostre 35 mila imprese, emergeva che ad applicarlo era circa 2% delle imprese per un ammontare di operazioni praticamente inesistente.

Questo regime proprio in ragione della tipologia di imprese cui si rendeva applicabile, non ha mai consentito alle aziende di usufruire fino in fondo dei benefici che ci si aspettava di registrare. Il limite di applicabilità di 200 mila euro determinava l'inclusione nel regime di molte imprese non interessate allo stesso perché operanti su consumatori finali e l'esclusione di molte imprese più strutturate che, al contrario, lavorando su commessa delle società ancora più grandi, non potevano accedere. Inoltre, il comprensibile obbligo di indicare nella fattura l'intenzione di usufruire il regime Iva di cassa su quella determinata operazione esponeva i soggetti alle pressioni delle imprese più forti contrattualmente che non potevano a loro volta applicare il regime Iva di cassa.

D. Ma quali sono i meccanismi di applicazione che rendono, invece, concreto questo nuovo regime Iva di cassa ?

R. L'operazione consentirà a tutte le imprese con volume di affari inferiore a 2 milioni di euro, di sceglie di adottare un regime di liquidazione Iva, secondo il quale l'imposta sulle transazioni effettuate con altre imprese, deve essere versata solamente nel momento dell'incasso del corrispettivo. Per chi decide di entrare nel regime, in modo speculare, l'Iva sulle operazioni di acquisto, può essere detratta solamente nel momento del pagamento della transazione. Al contrario, per chi decide di non entrare nel regime o non può entrare per il superamento del limite di volume d'affari, la detrazione dell'imposta resta sempre legata alla mera ricezione della fattura.

D. Vista così questa norma ha solo lati positivi. Esiste, al contrario, qualche controindicazione?

R. Si c'è sempre il rovescio della medaglia. È evidente che la scelta di adottare il regime dell'Iva per cassa, obbliga in primo luogo l'imprenditore e, di conseguenza anche l'intermediario, a seguire gli incassi e i pagamenti.

D. Ma nella sostanza a quante imprese si renderà applicabile questa norma?

R. Abbiamo fatto uno studio specifico per vedere se la norma ha una sua concretezza. Ebbene dell'indagine effettuata tramite una elaborazione del dati delle dichiarazioni Iva pubblicate nel sito del dipartimento delle politiche fiscali del Mef è emerso che le imprese con il fatturato inferiore a 2 milioni di euro che hanno effettuato operazioni con altre imprese sono poco meno di 3,5 milioni. Inoltre il fatturato che queste imprese producono con riferimento a operazioni con altre imprese è pari al 63,40% del fatturato complessivo da loro effettuato.

D. Quindi la norma a regime potrebbe migliorare di molto l'equilibrio finanziario delle imprese?

R. Ritengo che ci siano tutte le premesse per benefici immediati e concreti. Immediati perché quando entrerà in vigore questo nuovo regime le imprese, non saranno più costrette a chiedere prestiti o a rischiare esecuzioni forzate da parte di Equitalia per versamenti di Iva relativa a fatture non pagate. Concreti perché, per entrare nel regime, non si subiranno le pressioni dai clienti che scelgono o non possono di entrare nel regime Iva di cassa, dal momento che per loro la detrazione dell'imposta non è legata pagamento del corrispettivo.

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