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Crisi economica: diminuiscono gli impieghi

del 16/10/2012
di: di Simona D'Alessio
Crisi economica: diminuiscono gli impieghi
Nel secondo trimestre del 2012 avviate oltre due milioni 757 mila 500 nuove assunzioni di dipendenti o parasubordinati, con un calo del 2,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. A ben 7 persone su 10 è stato offerto di lavorare a tempo determinato. E particolarmente negativa è stata la performance dell'industria, dove i rapporti sono calati di 31.619 unità (-14%), così come nel settore edile (-11,2%). È quanto si evince dall'analisi dei dati sulle comunicazioni obbligatorie delle parti datoriali, rese note dal ministero del welfare sul suo sito (www.lavoro.gov.it). Il numero più consistente di nuovi contratti è stato siglato al Nord e nel Mezzogiorno (su base annua un incremento del 3,2%); nelle regioni centrali della penisola 642.673. Il 71,3% degli occupati è stato inquadrato con il tempo determinato, il 17,2% con il tempo indeterminato, il 7,1% ha ottenuto una collaborazione, soltanto il 2,9% (79.757 casi) è stato assunto come apprendista; il restante l'1,6% è stato coinvolto in progetti di lavoro interinale (presso privati e pubblica amministrazione), o si è trattato di autonomi operanti nello spettacolo. È aumentata, poi, la richiesta di figure qualificate nelle attività ricettive e nella ristorazione (soprattutto uomini), così come di addetti senza grandi esperienze alla manutenzione del verde, all'allevamento, alla silvicoltura e alla pesca, a seguire lavoratori nel commercio e nei servizi e artigiani nell'industria estrattiva, in edilizia e per la manutenzione degli edifici. Quanto alle cessazioni, invece, ce ne sono state 2 milioni 539 mila 414, di cui 1 milione 339 mila 562 hanno riguardato le donne; al confronto con il secondo trimestre del 2011, ci sono stati 47.491 contratti conclusi (+1,9%), molti dei quali nel comparto agricolo (+6,7%), mentre quello industriale è andato in controtendenza (-6,1%). Per ciò che concerne le modalità di chiusura dei rapporti lavorativi, le cifre hanno confermato come si stiano ridimensionando sempre più, a causa delle crisi economica, le opportunità di portare avanti un impiego: se sono, infatti, cresciuti i licenziamenti (+11,9%), da aprile a giugno è diminuita la percentuale di coloro che hanno scelto di dimettersi (-12,1% rispetto all'anno scorso). È il segnale di una scarsa mobilità occupazionale nel nostro paese e di una tendenza diffusa a conservare più a lungo possibile il proprio posto, non avendo, al momento, altre chance.
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