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Taglio degli oneri fiscali per 2 miliardi di euro

del 16/10/2012
di: di Cristina Bartelli e Maurizio Tozzi
Taglio degli oneri fiscali per 2 miliardi di euro
Il conto e le sorprese emergeranno già nei 730 e nell'Rp di Unico 2013: nel calcolo del saldo Irpef, infatti, l'impatto dei benefici sarà oltremodo ridotto. Se dovesse essere mantenuta la retroattività del taglio a deduzioni e detrazioni per effetto dei ricalcoli e degli aggiustamenti di ritenute e acconti, nel 2013, lo stato stima di incassare quasi il doppio di quanto entrerà dalla misura a regime. Nel caso, ad esempio della franchigia dei 250 euro su quasi tutti gli oneri, per il primo anno, in termini di gettito, arriveranno alle casse dell'erario, tra Irpef, addizionali regionali e comunali circa 1 miliardo e 700 mln di euro, che nell'anno successivo va a regime in 983 mln. A questa voce si deve aggiungere anche il conto sul tetto dei 3.000 euro per le detrazioni (300 mln per il primo anno di applicazione e 173 mln a regime). I tagli su deduzioni e detrazioni hanno valore per il primo anno di applicazione a 2 miliardi di euro. Tutta l'operazione va a coprire per circa il 40% il taglio dell'Iperf che secondo i calcoli del ministero, al netto di ritenute e aggiustamenti vari farà perdere allo stato circa 4 miliardi 151 milioni già nel 2013. Sono questi i valori che emergono dall'analisi della relazione tecnica al disegno di legge di stabilità inviata da Vittorio Grilli, ministro dell'economia all'esame di Giorgio Napolitano, presidente della repubblica, prima dell'inizio dell'iter parlamentare alla camera.

Il condizionale sulla retroattività però è d'obbligo perché il governo potrebbe eliminarla, per venire incontro ai rilievi del capo dello stato. Ma a questo punto i tecnici del ministero dovrebbero trovare un'altra voce corrispondente proprio al gettito, 1 miliardo e 700 milioni, del primo anno (salvo la classica formula di prevedere la necessità di ricalcolare gli acconti del 2013 già in funzione delle nuove disposizioni, tecnica che consentirebbe di recuperare almeno una parte dell'importo).

Sforbiciata dell'Iva, bicchiere del gettito mezzo pieno o mezzo vuoto. A seconda di come la si veda il governo incassa (se si considera che l'aumento doveva essere scongiurato) o il governo perde (se si guarda alla previsione a regime di un doppio aumento dell'aliquota nel 2014) dall'aumento di un solo punto dell'Iva, dal 2013, di circa 3 mld di euro. I tecnici di via XX Settembre prevedono, a partire dal primo luglio 2013, un incremento di un punto percentuale per l'aliquota al 20% e per quella al 10% che arriveranno dunque, rispettivamente, al 21 e all'11%.

Riduzione delle aliquote Irpef. Gli effetti della riduzione di un punto delle aliquote Irpef per l'aliquota del 22%(redditi fino a 15.000) e per quella del 26% (redditi da 15.000 a 28.000) si vedranno già nel 2013, a causa dell'effetto delle ritenute. I tecnici infatti scrivono nella relazione tecnica che stimano un gettito per competenza annua di circa 5,771 mld. A questi si dovrà sottrarre una sorta di riallineamento di circa 1,6 mld e così da tabella riportata in relazione in cassa, a partire dal 2013 si avrà una perdita di gettito di 4 mld circa, nel 2014, 6,5 mld e nel 2015 di circa 5,8 mld.

La variazione non lascia indifferente la tassazione sul tfr, anche in questo caso dovrebbe essere un maggior peso per il contribuente mentre per lo stato si determinerebbe una perdita di gettito di 120 mln di euro ogni anno.

Deduzioni e detrazioni, retroattività in bilico. La nuova franchigia di 250 per ciascun onere e il tetto massimo di 3.000 euro per le spese sostenute che il contribuente potrà presentare al fisco (con detrazione massima di 570 euro) si applicano già con effetto sui conti del 2012 e quindi per la campagna dichiarativa del 2013. Sul punto però il governo potrebbe decidere di non far scattare la retroattività che creerebbe un disallineamento tra norme di taglio Irpef dal 2013 e stretta deduzioni e detrazioni dal 2012. Il peso di questo taglio di circa 2 miliardi dovrebbe però essere controbilanciato in qualche modo. La strada percorsa dal governo in casi analoghi, quali quello dei beni in godimento dei soci o delle società in perdita sistemica, è stato di intervenire sui calcoli degli acconti.

Intanto da relazione tecnica, con le norme retroattive per la riduzione della franchigia a 250 euro per ciascun onere lo stato risparmierebbe (e quindi sarebbe un maggior aggravio per i contribuenti) circa 983 milioni di euro ma nel primo anno di applicazione, per la retroattività, il contribuente dovrebbe riaggiustare i calcoli dichiarativi dovendo all'erario quasi il doppio del gettito previsto, in relazione è riportato infatti 1,6 mld di euro. tale importo, evidentemente, è dovuto al maggior saldo che i contribuenti si troveranno a versare per il 2012 una volta che scopriranno in dichiarazione «i nuovi limiti ai benefici», non considerati in sede di versamento degli acconti nel corso di questo anno (acconti che dunque sono di entità contenuta). Stesso discorso per quanto riguarda il tetto spendibile di 3000 euro: il risparmio sarà di 300 mln di euro il primo anno e a regime di 171. Una dote insomma di 2 miliardi di risparmi che tampona buona parte del taglio Irpef.

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