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Fisco, un coro di no al taglio lineare per gli enti

del 16/10/2012
di: di Simona D'Alessio
Fisco, un coro di no al taglio lineare per gli enti
«Inaccettabili» i tagli agli enti di ricerca, e un netto «no» alla cancellazione degli sconti fiscali, perché così «chi ha di meno, paga come i più ricchi». E, ancora, critiche alla tassazione delle pensioni dei reduci di guerra. Un coro bipartisan prende di mira la legge di stabilità, nel giorno in cui viene diffusa la relazione tecnica che accompagna il provvedimento, varato la scorsa settimana dal governo. Il Pdl contesta soprattutto l'iniziativa di sopprimere ed accorpare 12 istituti fra cui l'Asi (Agenzia spaziale italiana), in un «super-Cnr», dando vita a due nuove agenzie, una per il trasferimento tecnologico e un'altra per il finanziamento della ricerca europea ed internazionale. «Credo che il testo finale dell'art. 11, relativo al riordino degli enti di ricerca sarà profondamente modificato. L'intento di riordino, così come viene declinato ora è inaccettabile. È un intento sbagliato, antieconomico e da delirio di onnipotenza», dichiara Maurizio Gasparri, capogruppo dei senatori del centrodestra. Sulla stessa linea Maurizio Zipponi, responsabile del dipartimento lavoro dell'Idv: «La semplificazione è importante, come idea di riduzione di costi, ma non può funzionare un taglio lineare sugli enti, come fossero tutti uguali o inutili. È una follia», aggiunge l'esponente dipietrista, sostenendo che, agendo in questo modo, «si somma la burocrazia, senza tenere conto delle specializzazioni». Non ci sta neppure il Pd, che si affida all'analisi di Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni economiche del gruppo alla Camera, secondo cui «i proventi dei tagli degli «sconti» fiscali, pari a circa 1,156 miliardi, pesano dal punto di vista dell'equilibrio sociale, perché chi ha di meno paga come i più ricchi. Per non parlare, poi, dei 50 milioni che deriverebbero dalla stretta ai permessi di lavoro della legge 104 (per assistere familiari con disabilità, che il testo impone vengano retribuiti al 50%, ndr): lo Stato non può risparmiare così», incalza il deputato, suggerendo all'esecutivo che «intervenga piuttosto sugli sprechi delle alte burocrazie centrali». Durissimo l'affondo di Massimiliano Fedriga, responsabile welfare e lavoro della Lega, che accusa il governo di Mario Monti di aver prima «regalato miliardi di euro alle banche e alle regioni sprecone del Sud», mentre adesso «vara una finanziaria che colpisce gli esodati, i lavoratori, i pensionati e ora scopriamo addirittura gli invalidi». Anticipa proposte in Parlamento per cambiare la legge di stabilità il leader dell'Udc Pierferdinando Casini, contestando «un aumento dell'aliquota Iva dal 4 all'11% sui servizi socio-assistenziali resi da cooperative. Ciò si tramuterebbe in un aggravio di costi per le famiglie, in particolare quelle più deboli, e contestualmente in una diminuzione dei servizi, come ad esempio l'assistenza domiciliare e gli asili nido». Pronto a votare contro, infine, Gianfranco Paglia (Fli), medaglia d'oro al valor militare, se sarà confermata la tassazione delle pensioni dei reduci di guerra.

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