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Regolamentazione diritto di sciopero contro il Fisco

del 13/10/2012
di: di Matteo Rinaldi
Regolamentazione diritto di sciopero contro il Fisco
Possibilità di astenersi dal lavoro anche per i dottori commercialisti. L'appello viene dal presidente dell'Ordine di Napoli, Achille Coppola, che chiede la regolamentazione del diritto di sciopero, proponendo un codice che disciplini le modalità di astensione collettiva.

L'iniziativa, partita dai commercialisti di Napoli, è portata avanti anche da altri Ordini, tra cui Avellino, Benevento, Nola, e può contare sull'ausilio del professor Giuseppe Ferraro, ordinario di diritto del lavoro dell'Università Federico II di Napoli e del consigliere dell'Ordine di Napoli Michele Saggese.

L'articolo 2bis della legge 146/90 prevede, infatti, che l'astensione collettiva dalle prestazioni a fini di protesta o di rivendicazione di categoria, da parte di lavoratori autonomi, professionisti o piccoli imprenditori, che incida sulla funzionalità dei servizi pubblici essenziali, sia esercitata nel rispetto di misure dirette a consentire l'erogazione delle prestazioni indispensabili. La Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali dovrà ora valutare l'idoneità delle misure richieste nel Codice di autoregolamentazione proposto, volte ad assicurare il contemperamento dell'esercizio del diritto di sciopero con il godimento dei diritti della persona, costituzionalmente tutelati.

«La nostra categoria», spiega Achille Coppola, «da sempre è costretta a non poter esercitare il proprio diritto di sciopero in virtù della spada di Damocle degli aspetti sanzionatori ricadenti in capo ai propri clienti. Tramite il codice di autoregolamentazione puntiamo a disciplinare questo aspetto, tutelando allo stesso tempo i nostri clienti. Oltre a quanto previsto dalla legge, saranno anche gli ordini professionali a vigilare sul rispetto individuale delle regole e delle modalità di astensione. Le questioni saranno risolte e disciplinate secondo il principio della tutela dei cittadini e della necessità di assoggettare gli stessi al minor disagio possibile nel caso concreto».

L'astensione prevista riguarda tutte le attività dei dottori commercialisti ed esperti contabili, compresa l'elaborazione e la predisposizione delle dichiarazioni tributarie, l'attività di intermediazione fiscale, l'assistenza e la rappresentanza davanti agli organi della giurisdizione tributaria. «Tutti gli adempimenti telematici e fiscali in scadenza nel periodo di sospensione non saranno effettuati», sottolinea il numero uno dei commercialisti napoletani, «e tale inadempienza non sarà produttiva di sanzioni e interessi da parte dell'ente competente. Gli adempimenti telematici e fiscali in questione saranno effettuati entro il terzo giorno lavorativo successivo al periodo di sospensione. Trascorso tale termine potranno essere applicate le sanzioni e gli interessi relativi alle eventuali inadempienze».

Non stupisce che questa iniziativa fortemente innovativa sia solo l'ultima in ordine di tempo portata avanti dai commercialisti napoletani: la squadra dei consiglieri dell'Ordine di Napoli, infatti, da un lato ha cercato di fornire strumenti che rendessero più semplice il lavoro dei propri iscritti, come ad esempio l'istituzione degli sportelli di Equitalia, Inps e Agenzia delle entrate presso le sedi dell'ente, dall'altra parte ha cercato di percorrere nuove strade all'interno delle tematiche proprie della categoria. In questo senso sono stati organizzati corsi per formare consulenti finanziari indipendenti e figure volte alla tutela del consumo, è stata ideato il progetto di un network di studi professionali su base nazionale ed è stato costituito un osservatorio per l'analisi dei bilanci e della governance delle principali società quotate italiane.

L'astensione dei commercialisti, infine, non stupisce ed è la naturale risposta ai disagi che i professionisti stanno vivendo da tempo. «I commercialisti», evidenzia Coppola, «come tante altre categorie professionali, stanno vivendo momenti davvero difficili e vedono il loro ruolo svilito e il loro potere contrattuale vicino allo zero. Per questo motivo stiamo anche portando avanti un'azione volta alla presentazione di un disegno di legge che preveda la sanzionabilità dell'abuso di dipendenza economica da parte dei datori di incarico: nel testo del ddl proposto, il professionista vessato da condizioni contrattuali particolarmente svantaggiose potrà chiedere all'autorità giudiziaria di riconfigurare il rapporto riportandolo a criteri di equità, dando nuovamente dignità alla prestazione professionale».

«In Italia si assiste a una difficoltà sempre maggiore nell'accedere al credito per le piccole, medie e grandi imprese. Una situazione che va deteriorandosi di mese in mese. Il rischio è che questa fase di credit crunch possa risultare decisiva nel mettere in ginocchio le aziende e le famiglie alle prese con le difficoltà finanziarie dovute alla crisi. Appare quindi necessario», conclude Coppola, «un confronto sulle diverse forme di finanziamento per le imprese e le professioni».

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