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Reclutamento dei docenti universitari nel caos

del 13/10/2012
di: La Redazione
Reclutamento dei docenti universitari nel caos
Reclutamento universitario sempre più nel caos. A circa un mese dalla scadenza del bando (20 novembre 2012) entro il quale gli aspiranti alla cattedra potranno inviare le domande per conseguire l'abilitazione, regna la più totale incertezza. La riforma universitaria prevede, infatti, che per ottenere l'abilitazione da professore ordinario (o associato), il candidato dovrà superare la mediana, un indicatore bibliometrico (il numero di articoli su rivista scientifica, per esempio) superiore a metà dei professori ordinari (o associati) attualmente in servizio. Ma la norma fin dalla sua emanazione ha sollevato immediate polemiche: secondo alcuni questo criterio tradisce i principi della legge 240/2010 perchè trasforma l'attestazione di una qualificazione scientifica, in un giudizio di natura comparativa formulato non tra i candidati, ma tra i candidati e i professori già in servizio. Secondo altri, invece, la criticità maggiore è di natura tecnica legata, in particolare, all'effettiva impossibilità di raccogliere i dati statistici necessari al calcolo delle mediane. Ecco perché a partire da queste considerazioni l'Agenzia di valutazione (Anvur) che quelle mediane le ha create, ha stabilito in una nota che hanno valore «solo indicativo», gettando nella totale confusione gli aspiranti professori. Questi, secondo quanto trapela dagli ambienti universitari, per non incorrere in errori e quindi rischiare di essere scartati, optano per inviare la documentazione riferendosi al parametro più elevato della mediana. Una situazione aggravata dall'elevata numerosità degli aspiranti (circa 30 mila), giacché ad attendere l'avvio dell'abilitazione c'è un limbo accademico affollato: ci sono associati che puntano a diventare ordinari, ricercatori a tempo indeterminato che aspirano al ruolo considerato che la loro figura è ad esaurimento, e poi assegnisti, dottorandi e contrattisti che ambiscono a una definizione più certa.
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