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Agevolazioni: stretta sui benefici per la prima casa

del 13/10/2012
di: di Debora Alberici
Agevolazioni: stretta sui benefici per la prima casa
Stretta sulle agevolazioni prima casa. Le lungaggini burocratiche e l'esercizio di attività nell'abitazione non legittimano il beneficio fiscale in caso di mancato spostamento della residenza nella nuova abitazione entro diciotto mesi.

A declassare a parametro di serie «B» la mera residenza di fatto del cittadino o il domicilio, è stata la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 17597 del 12 ottobre 2012, ha respinto il ricorso dell'acquirente di un immobile che non era riuscito a trasferire la residenza presso la nuova abitazione a causa delle lungaggini burocratiche dovute al fatto che era un immigrato.

Quindi non era riuscito a prendere la residenza anagrafica entro diciotto mesi dal rogito notarile. Però, una volta ricevuto l'accertamento delle maggiori imposte di registro e ipotecarie, lo ha impugnato sostenendo che il ritardo era dovuto al lungaggini burocratiche. Molto più difficile ottenere la residenza in Italia per un immigrato.

Ma la Ctp e la Ctr cui lo straniero, un musicista, si è rivolto hanno confermato l'atto impositivo. A questo punto lui ha presentato ricorso in Cassazione riproponendo lo stesso motivo addotto dalla difesa davanti ai giudici di merito. La Cassazione lo ha respinto.

Dunque, hanno spiegato i giudici di legittimità, ai sensi dell'art. 1, Nota II Bis della Tariffa, Parte I, allegata al dpr n. 131/1986, l'agevolazione fiscale prevista per l'acquisto della «prima casa» compete se l'immobile è ubicato nel comune in cui l'acquirente «ha» la propria residenza o ve la «stabilisca» entro diciotto mesi dalla data dell'acquisto ovvero se l'immobile è ubicato nel comune in cui l'acquirente «svolge» la propria attività. Il trasferimento dell'attività lavorativa dell'acquirente nel comune in cui è ubicato l'immobile acquistato in un momento successivo all'acquisto, non costituisce, dunque, requisito per il godimento dell'agevolazione, in forza dello stesso tenore del dato normativo. Infatti, in tema di imposta di registro e ai sensi del comma II bis della nota all'art. 1 della tariffa allegata al dpr 26 aprile 1986, n. 131, ai fini della fruizione dell'agevolazione fiscale per l'acquisto della prima casa assume rilievo la residenza anagrafica dell'acquirente (già stabilita o da trasferire, nel termine prescritto, nel comune dell'immobile acquistato), mentre nessuna rilevanza giuridica può essere riconosciuta alla realtà fattuale, ove questa contrasti con il dato anagrafico; ciò anche in rapporto alle ineludibili esigenze di celerità e certezza nell'applicazione dell'agevolazione.

Anche la Procura generale del Palazzaccio aveva sollecitato in udienza lo stesso epilogo.

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