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L'Antitrust, rimuovere vincoli su carburanti e sigarette

del 12/10/2012
di: Marilisa Bombi
L'Antitrust, rimuovere vincoli su carburanti e sigarette
Se le regioni non intervengono concretamente per consentire la chiusura degli impianti di distribuzione carburante incompatibili, ci deve pensare lo Stato. Rimozione di ogni vincolo per gli impianti totalmente automatizzati e dei vincoli edilizi per la vendita di sigarette. Sono le più significative condizioni poste dall'Antitrust per rendere competitiva la rete nazionale. L'invito a procedere in tal senso è contenuto nella segnalazione del 2 ottobre scorso inviata al Parlamento e al Governo, in vista della predisposizione anticipata del disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza. Il processo di liberalizzazione dei mercati ha mostrato, precisa il Garante, rapide accelerazioni ma molto resta ancora da fare. In particolare, al fine di incentivare la chiusura di impianti di distribuzione carburanti incompatibili, è necessaria «l'adozione di una norma primaria volta ad attivare i poteri sostitutivi, in primis della regione e, in caso di inerzia di quest'ultima, del governo, conformemente a quanto previsto, nei confronti dei comuni che non provvedessero autonomamente entro un termine congruo e perentorio alla individuazione e alla chiusura degli impianti incompatibili». Inoltre, al fine di rimuovere ogni vincolo residuo frapposto da normative regionali all'apertura di nuovi impianti va introdotto il divieto di prevedere qualsiasi obbligo quale, ad esempio, la contestuale realizzazione di impianti fotovoltaici, di videosorveglianza ecc. Oltre a ciò, l'Autorità antitrust invita a rivedere le scelte relative agli impianti completamente automatizzati, consentendone l'apertura in tutto il territorio comunale, senza gli attuali limiti. Per i tabacchi, va abrogato il comma 22-bis, dell'art. 8, del dl n. 16/2012, (conv. legge 44/2012). Con il dl 1/2012 era stata liberalizzata la vendita di giornali e quella dei tabacchi senza particolari vincoli edilizi se non quello di disporre di una superficie minima di 500 mq. Ma soltanto pochi mesi dopo, ovvero con il dl 16/2012, è stato imposta, per la vendita di tabacchi, la costruzione di un magazzino di almeno 30 mq destinato specificatamente all'uso della conservazione dei prodotti. Condizione questa di difficile realizzazione per i vincoli, di norma, posti dagli strumenti urbanistici. Da qui, l'opportunità di abrogare il recente vincolo.

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