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Docenti di ruolo, aumentano le ore di lavoro

del 12/10/2012
di: di Alessandra Ricciardi
Docenti di ruolo, aumentano le ore di lavoro
Aumentano le ore di lavoro dei docenti di ruolo, da 18 a 24 settimanali, in cambio di più ferie. I prof saranno pagati in natura per sostituire i colleghi assenti , facendo così il lavoro che era appannaggio dei precari: a rischio circa 20 mila contratti di supplenza. È quanto prevede il disegno di legge di stabilità, ancora in via di definizione dopo l'approvazione formale avvenuta nella notte tra martedì e mercoledì scorso. Ma non è l'unico contributo previsto dalla manovra sul fronte scuola, perché vengono anche congelati i posti per i docenti di sostegno, decurtati comandi e distacchi e ridotti i compensi per i commissari dei prossimi concorsi. Complessivamente, la scuola dovrà dare un risparmio di 180 milioni di euro. L'innalzamento dell'orario di lavoro dei docenti è certamente l'intervento più dirompente, si tratta di compiere «un gesto di generosità», aveva detto il ministro dell'istruzione, Francesco Profumo. Contro si è scagliata non solo la Flc-Cgil, che per oggi aveva già programmato lo sciopero della categoria, ma tutti i sindacati di settore, che ieri hanno a loro volta avviato le pratiche per l'astensione dal lavoro. Insomma, la misura ha avuto la capacità di riunire il fronte sindacale. In ballo ci sono circa 20 mila contratti di supplenza, secondo stime sindacali. Secondo fonti ministeriali, invece, la riduzione dovrebbe aggirarsi tra le 6 mila e 10 mila unità. Il meccanismo è il seguente: far fare al docente già di ruolo 6 ore di lavoro frontale alla settimana in aggiunta alle 18 previste da contratto, senza aumenti di stipendio, ore da destinare alla «copertura di spezzoni orari disponibili nell'istituzione scolastica di titolarità e per l'attribuzione di supplenze temporanee per tutte le classi di concorso per cui abbia titolo nonché per posti di sostegno, purché in possesso del relativo diploma di specializzazione. Le 24 ore di servizio del personale docente di sostegno sono dedicate esclusivamente ad attività di sostegno». La norma si applica anche ai docenti della scuola primaria, che in verità a oggi sono gli unici che già fanno 24 ore, e non ai maestri dell'infanzia, che ne fanno 25. In compenso, per i forzati delle 24 ore il monte ferie di 32 giorni l'anno aumenta di altri 15 giorni. Che però potranno essere goduti comunque solo durante il periodo di sospensione delle lezioni, cosa che di fatto già avveniva con la chiusura delle scuole per l'estate e le festività. Durante l'anno scolastico, il prof potrà chiedere al massimo 6 giorni di ferie, e sempre che lo si possa sostituire senza dover pagare un supplente. Insomma, per le casse dello stato tutto deve restare a costo zero. Forti le reazioni del fronte sindacale: per la Cgil sono a rischio fino a 30 mila cattedre. Per Cisl, Uil, Snals e Gilda si tratta di un intervento illegittimo, perché agisce su materia contrattuale. Dal ministero tendono però a precisare come questa sia una norma di partenza e non di arrivo. E che per l'approvazione del disegno di legge c'è tempo fino a dicembre. Insomma, ci sarebbero margini di manovra. Del resto le norme di partenza erano altre e ben più impattanti, come il taglio del salario accessorio.
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