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Tassazione fondiaria, una scure fiscale sull'agricoltura

del 12/10/2012
di: di Fabrizio G. Poggiani e Luigi Chiarello
Tassazione fondiaria, una scure fiscale sull'agricoltura
Scure sul comparto agricolo: dal periodo d'imposta 2013, le società agricole commerciali e quelle costituite nella veste giuridica di società cooperative, perdono la tassazione fondiaria, anche in vigenza della scelta esercitata a suo tempo.

La legge di stabilità, varata nella nottata di martedì scorso dal consiglio dei ministri, affonda la scure anche sul comparto primario, con interventi rivolti all'innalzamento della base imponibile degli agricoltori.

Società agricole. Due interventi che sanno di ritorno all'antico, con un'emergente discriminazione per i produttori agricoli che esercitano le medesime attività, di cui all'articolo 2135 c.c., ma con una veste giuridica diversa da quella dell'impresa individuale e della società semplice.

Infatti, il comma 1093, dell'art. 1, della legge 296/2006 ha disposto che le società di persone, le società a responsabilità limitata e le società cooperative (restano fuori le società per azioni), con qualifica di società agricola, di cui all'articolo 2, dlgs n. 99/2004, possono «optare» per la tassazione basata sui redditi fondiari, di cui all'articolo 32 del Tuir.

Di fatto, con la Finanziaria 2007, il legislatore aveva incoraggiato la forma societaria (circolare n. 50/E/2010) e riallineato la tassazione di tutti i produttori agricoli, a prescindere dalla propria veste giuridica, riconducendo, seppure per scelta (triennale e rinnovabile tacitamente), le società commerciali con determinati requisiti, tra i soggetti che, in luogo della determinazione del reddito d'impresa, tassano i propri redditi su base fondiaria, esercitando le attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali e le attività connesse.

I requisiti richiesti dalla legge istitutiva dello Iap sono sostanzialmente due ovvero l'inserimento della denominazione e/o ragione sociale della locuzione «società agricola» e l'indicazione, quale oggetto sociale, dell'esercizio «esclusivo» delle attività indicate dall'articolo 2135 c.c.; tale adeguamento comporta la tassazione fondiaria per le attività tipiche e la tassazione analitica del reddito per le attività non riconducibili tra queste ultime (agriturismo, fornitura di servizi, ecc.) ancorché «connesse» a quelle principali (agricole).

Con il provvedimento in commento, il legislatore abroga questo regime opzionale con efficacia dal prossimo 1° gennaio, riportando queste società tra quei soggetti che determinano il proprio reddito ai sensi degli articoli 55 e seguenti del Tuir (reddito d'impresa).

Contestualmente viene abrogato anche il regime introdotto con il comma successivo (1094), che aveva a oggetto le società costituite da imprenditori agricoli, non necessariamente professionali (Iap), che esercitano «esclusivamente» le attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti agricoli ceduti dai soci.

Le disposizioni introdotte dalla legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007) prevedono la possibilità, per questi soggetti giuridici, di «optare» per la determinazione del reddito applicando all'ammontare dei ricavi un determinato coefficiente di redditività (25%), in luogo dell'applicazione dei criteri fissati per la determinazione del «reddito d'impresa».

Redditi fondiari. Limitatamente al triennio 2012/2014 e all'imposizione diretta, il provvedimento dispone l'innalzamento della percentuale di rivalutazione dei redditi fondiari, che passa dall'attuale 5 al 15%, da determinarsi sull'importo calcolato ai sensi del comma 50, art. 3, legge n. 662/1996.

Il provvedimento fa salvi, in questo caso, i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali (Iap), iscritti nella previdenza agricola, che detengono terreni agricoli, ancorché non coltivati, per i quali l'incremento della rivalutazione non si rende applicabile.

Pertanto, in tal caso, i produttori agricoli che esercitano le attività agricole, di cui all'art. 2135 c.c., e applicano le disposizioni dell'articolo 32 del Tuir, manterranno la tassazione a livelli stabili, indicando in sede dichiarativa gli attuali valori reddituali, in termini di reddito dominicale, se anche proprietari dei terreni, e di reddito agrario.

Gasolio agricolo. Con riferimento all'applicazione delle aliquote ridotte per il gasolio agricolo, disciplinate dal T.u. delle imposte indirette sulla produzione e sui consumi, di cui al dlgs n. 504/1995, il provvedimento in commento dispone, innanzitutto, che le regioni devono utilizzare le informazioni inserite nel Sistema informativo agricolo nazionale (Sian).

Per l'applicazione di dette aliquote, indicate nella tabella «A» del testo unico indicato, si deve far riferimento alle superfici rilevabili dal cosiddetto «fascicolo aziendale elettronico», di cui all'art. 13, dlgs n. 99/2004 e al comma 2, dell'art. 25, dl n. 5/2012; a prescindere dall'estensione dei terreni dichiarati dai produttori agricoli, l'estensione massima da considerare sarà quella rilevabile da tale fascicolo.

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