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Rincara l'Iva per le cooperative assistenziali

del 12/10/2012
di: Roberto Rosati
Rincara l'Iva per le cooperative assistenziali
Iva più cara sui servizi socio-sanitari-assistenziali: le prestazioni rese dalle cooperative a favore di persone che si trovano in situazioni di svantaggio sconteranno l'aliquota del 10%, anziché quella minima del 4%. Conferma a regime degli aumenti dell'accisa sui carburanti disposti l'estate scorsa per finanziare gli interventi di emergenza post-terremoto. Assoggettamento all'imposta di bollo dei certificati penali rilasciati in relazione all'attività giurisdizionale. Sono alcune delle misure che dovrebbero trovare spazio nel disegno di legge di stabilità.

Iva delle cooperative. Si profila l'abrogazione del n. 41-bis della tabella A, parte II, allegata al dpr 633/72, che assoggetta all'aliquota Iva minima del 4% le prestazioni socio-sanitarie, educative, comprese quelle di assistenza domiciliare o ambulatoriale, rese, in favore di anziani ed inabili adulti, di tossicodipendenti e malati di Aids, degli handicappati psicofisici, dei minori, anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza, da cooperative e loro consorzi, sia direttamente che in esecuzione di contratti e convenzioni. Verrebbe inoltre soppressa anche la norma di interpretazione autentica della predetta disposizione, contenuta nell'art. 1, comma 331, della legge n. 296/2006.

Parallelamente, si prevede di introdurre una nuova voce nella parte III della suddetta tabella A, al fine di assoggettare all'aliquota Iva intermedia del 10% le prestazioni elencate ai nn. 18, 19, 20, 21 e 27-ter dell'art. 10 del dpr n. 633/72, rese da cooperative e loro consorzi in favore dei soggetti di cui sopra, nonché di persone migranti, senza fissa dimora, richiedenti asilo, detenute, e di donne vittime di tratta a scopo sessuale o lavorativo. In sostanza, dato che il perimetro oggettivo del n. 41-bis della tabella A/II coincide con quello del n. 27-ter dell'art. 10, tutti i servizi che attualmente fruiscono dell'Iva del 4% ai sensi del n. 41-bis sconteranno l'aliquota del 10%, mentre l'ambito di applicazione di quest'ultima aliquota risulterà più estero per effetto della maggiore ampiezza soggettiva delle disposizioni del n. 27-ter. Secondo quanto si legge nella bozza di ddl, le modifiche non dovrebbero riguardare i rapporti in corso, poiché la loro applicazione scatterebbe per le operazioni effettuate sulla base di contratti stipulati, rinnovati o prorogati dopo l'entrata in vigore della legge.

Accise sui carburanti. Il provvedimento dell'Agenzia delle dogane del 9 agosto 2012, in attuazione delle disposizioni dell'art. 33, comma 30, della legge n. 183/2011 (legge di stabilità 2012), ha fissato l'importo delle accise sui carburanti a 728,40 euro per mille litri sulla benzina e a 617,40 per mille litri sul gasolio. Secondo il provvedimento, queste misure dovrebbero applicarsi fino al 31 dicembre prossimo, ma la legge di stabilità intenderebbe confermarle anche a decorrere dal 1° gennaio 2013, rendendo quindi definitivi gli aumenti.

Imposta di bollo sui certificati penali. Novità in vista anche per il trattamento fiscale dei certificati penali. Dovrebbe infatti essere modificato l'art. 18 del dpr n. 115/2002 (regolamento sul contributo unificato sulle spese di giustizia), che dichiara non applicabile l'imposta di bollo agli atti e provvedimenti del processo penale. Dall'ambito di questa disposizione dovrebbero infatti essere esclusi i certificati penali, che conseguentemente verrebbero assoggettati al tributo. In proposito, va ricordato che l'art. 9 della tabella B allegata al dpr 642/1972 esenta dall'imposta di bollo i certificati penali richiesti in materia di lavoro, assistenza obbligatoria e previdenza.

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