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Promozione saltata: senza segreti il cv del collega

del 11/10/2012
di: di Dario Ferrara
Promozione saltata: senza segreti il cv del collega
L'impiegato pubblico che si ritiene «scavalcato» ha diritto di vedere il curriculum del collega che gli è passato avanti, aggiudicandosi l'agognata promozione. È quanto emerge dalla sentenza 2097/12, pubblicata dal Tar Sicilia, sezione staccata di Catania.

Ottiene soddisfazione il dipendente di un Comune isolano. Arrivato secondo nel concorso interno, si frega le mani al pensiero che il primo classificato è ormai andato in pensione: sulla selezione effettuata dall'ente, peraltro, pende una causa promossa proprio dall'ingegnere in carriera. Al sospirato posto di funzionario, però, l'amministrazione destina un'altra persona. Allora l'escluso vuole sapere che titoli ha il rivale, rivendicando il possesso della laurea e sospettando che evidentemente il neo-funzionario non abbia le carte in regola per quella scrivania. Risultato: l'amministrazione deve mostrare il fascicolo personale del dipendente, senza poter indicare alcun profilo di discrezionalità da parte del sindaco nel conferimento della posizione organizzativa; nell'ente locale l'indirizzo politico deve risultare separato da quello gestionale.

Non passa, in particolare, la tesi dell'amministrazione locale secondo cui l'affidamento della posizione organizzativa di responsabile dell'ufficio tecnico del Comune sarebbe «intuitu personae», vale a dire frutto di un rapporto fiduciario fra il dirigente e il sindaco, ciò che implicherebbe la mancanza di un «diretto collegamento fra il richiedente e una specifica situazione giuridicamente rilevante». Né rileva il riferimento agli atti di gestione del personale, trattandosi nella specie di documenti concernenti attività di pubblico interesse svolte da un'amministrazione pubblica. Non giova, in questo senso, invocare una presunta discrezionalità del sindaco: le ipotesi di attribuzione di incarichi «fiduciari» costituiscono un'eccezione al sistema e sono quindi limitate agli incarichi di diretta collaborazione con il livello di indirizzo politico. E la spiegazione va ricercata nella fondamentale distinzione funzionale dei compiti tra organi politici e burocratici e cioè tra l'azione di governo, che è legata ai voleri di una certa maggioranza politica, e l'azione dell'amministrazione, che invece non può essere di parte ma va condotta nell'interesse di tutti. Insomma: il Comune dovrà tirar fuori le carte. Spese di giudizio compensate.

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