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Effetti: incapienti esclusi e consumi a rischio

del 11/10/2012
di: La Redazione
Effetti: incapienti esclusi e consumi a rischio
La contestuale riduzione delle aliquote Irpef dal 23% al 22% per il primo scaglione (fino a 15 mila euro) e dal 27% al 26% per il secondo scaglione (da 15.001 a 28 mila euro) insieme con l'aumento dell'Iva di un punto percentuale da luglio 2013 (dal 10 all'11% e dal 21 al 22%) dal punto di vista statico e immediato determinerebbe maggiori risorse per le famiglie pari a 1,5 miliardi di euro circa per l'anno 2013 e minori risorse per le famiglie pari a 2 miliardi di euro per il 2014. Lo evidenzia l'ufficio studi di Confcommercio in una prima valutazione sulla legge di stabilità approvata ieri notte dal consiglio dei ministri. Questi gli effetti sintetizzati nella nota.

a) Circa 10 milioni di contribuenti incapienti (che cioè già oggi non pagano l'Irpef) non avranno alcun giovamento dalla riduzione delle aliquote e poi pagheranno prezzi più alti con riduzione del potere d'acquisto:

b) il provvedimento di riduzione delle aliquote Irpef produce gli stessi vantaggi monetari per tutti i contribuenti che hanno un reddito superiore a euro 28 mila; anche chi guadagna 100 milioni di euro all'anno avrà minori imposte per 280 euro all'anno a partire dal 2013 (circa 23 euro al mese in più);

c) i 5 miliardi di minori imposte dovute all'Irpef vengono largamente mangiati dall'incremento dell'Iva; su base annua questo incremento vale circa 7 miliardi e quindi per metà anno vale 3,5 miliardi di euro; tuttavia, osserva Confcommercio, la modificazione di tutti i prezzi dovuta all'incremento dell'Iva, che comporterà un gradino di 8 decimi di punto nel luglio 2013, per un'inflazione che passerà nella media del 2013 dal previsto +1,8% a +2,2%, ridurrà il valore, in termini di potere d'acquisto, di tutti i risparmi attualmente detenuti dalle famiglie. Attraverso questo negativo effetto ricchezza è verosimile «una riduzione dei consumi nel 2013 rispetto allo scenario di base (-0,8%) di un ulteriore decimo di punto (quindi a -0,9%)». Gli effetti sul 2014 sarebbero peggiori e quantificabili complessivamente in 3-4 decimi di punto (quindi da +0,5 a +0,1-0,2%). L'inflazione nel 2014 passerebbe dal 2,0% dello scenario di base a 2,4% dello scenario con incremento Iva;

d) tenuto conto dei diversi effetti (al netto di ulteriori riduzioni di reddito disponibile derivanti da provvedimenti specifici) nel 2014 la perdita dei consumi correnti dovrebbe collocarsi tra 5 e 7 miliardi di euro.

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