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Avviare i lavori pubblici? Se ci sono soldi

del 10/10/2012
di: di Giovanni Galli
Avviare i lavori pubblici? Se ci sono soldi
Lavori pubblici solo se ci sono soldi in cassa. Le amministrazioni pubbliche potranno avviare le procedure per l'esecuzione di lavori pubblici solo in presenza delle risorse finanziarie, anche in termini di cassa, necessarie al fine di rispettare i termini di pagamento previsti dalla vigente normativa, anche attuativa delle direttive dell'Unione europea. Gli enti territoriali, inoltre, dovranno verificare la compatibilità dei pagamenti con il rispetto dei vincoli derivanti dal patto di stabilità interno. È una delle previsioni contenute nella bozza del disegno di legge di stabilità approvato ieri dal consiglio dei ministri (le principali novità sono riassunte nella tabella in pagina). La norma prosegue stabilendo che l'efficacia dei contratti per l'affidamento di lavori sottoscritti dalle amministrazioni è sospesa, senza che le parti del contratto abbiano diritto ad alcun indennizzo, nei casi in cui non sia possibile rispettare le condizioni previste. La sospensione cessa però nel caso in cui, anche a seguito di eventuale rinegoziazione del contratto, l'organo competente, su proposta del responsabile del procedimento, attesta il rispetto delle condizioni, cioè la presenza delle necessarie risorse finanziarie. Le disposizioni non si applicano ad alcune tipologie di lavori, quali ad esempio quelli relativi agli istituti scolastici e ospedalieri. Da segnalare, a proposito di lavori pubblici, lo stop di fatto al Ponte sullo Stretto di Messina. Per la «mancata realizzazione» del Ponte sullo Stretto di Messina sono stanziati 300 milioni di euro. Al Fondo per lo sviluppo e la coesione, si legge nella norma, è assegnata una dotazione finanziaria aggiuntiva di 300 milioni di euro per l'anno 2013 per far fronte agli oneri derivanti dalla mancata realizzazione di interventi per i quali sussistano titoli giuridici perfezionati alla data di entrata in vigore della legge.

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