Consulenza o Preventivo Gratuito

Decisioni: l'Italia scopre le carte sulla Tobin tax

del 09/10/2012
di: Simona D'Alessio
Decisioni: l'Italia scopre le carte sulla Tobin tax
Tobin tax, l'Italia pronta a comunicare la sua decisione.

Il governo, fa sapere il ministro dell'economia Vittorio Grilli, nel corso della riunione Ecofin a Lussemburgo, renderà nota in giornata la scelta (di carattere politico) sulla partecipazione, o meno, alla «cooperazione rafforzata» per introdurre in almeno nove paesi europei la tassa sulle transazioni finanziarie, su proposta di Francia e Germania. Le trattative, spiega, sono state «complesse», dunque c'è bisogno di «un ultimo confronto con il presidente del consiglio».

Difatti, da marzo il pressing di Parigi e Berlino per l'applicazione dell'imposta entro il 2014 si sta facendo più intenso: attualmente c'è l'appoggio di Austria, Portogallo e Belgio, e si ritiene quasi sicuro il sostegno di Slovenia, Estonia e Grecia, mentre la Spagna è reticente e la Gran Bretagna espressamente contraria; il via libera dell'esecutivo di Mario Monti diventa, così, strategico, perché l'adesione italiana farebbe raggiungere la soglia del numero minimo (9 paesi) previsto per far scattare la «cooperazione rafforzata» in seno all'organismo di Bruxelles. Secondo le stime ufficiali della commissione Ue, diffuse alla fine di maggio, quando l'Europarlamento varò un testo legislativo sulla tassazione sulle transazioni finanziarie (nel quale c'era, fra l'altro, l'invito a proseguire nel percorso, pur senza aver raggiunto l'intesa fra tutte le nazioni, ndr), anche senza l'adesione di Londra, si stima che il gettito prodotto dalla Tobin tax con un'aliquota dello 0,05% ammonterebbe a 450 miliardi di dollari l'anno.

Risorse, queste, che potrebbero finire del bilancio comunitario, destinato ad aiutare gli stati più in difficoltà e le fasce di popolazione maggiormente colpite dalla crisi.

vota