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Lecito raccomandare presso enti diversi dal proprio

del 09/10/2012
di: Dario Ferrara
Lecito raccomandare presso enti diversi dal proprio
Non costituisce illecito penale la raccomandazione del pubblico ufficiale laddove l'intervento è effettuato presso i responsabili di un ente o di una struttura in cui l'agente non ha alcun potere funzionale. E oltre alla concussione, dunque, deve essere esclusa anche la corruzione impropria: l'intervento del pubblico ufficiale, che pure risulta compensato da un regalo, non implica l'esercizio del suo potere istituzionale e dunque non può essere considerato «atto d'ufficio» ma una mera segnalazione effettuata «in occasione» dell'ufficio. È quanto emerge dalla sentenza 38762/12, pubblicata il 4 ottobre dalla sesta sezione penale della Cassazione.

Salvo il sindaco che riceve un pc in regalo da un medico che vuole cambiare città: il primo cittadino interviene sul direttore generale dell'Asl del luogo dove il professionista vuole stabilirsi segnalando al manager che il dipendente vuole essere trasferito. In cambio dell'interessamento ottenuto il sanitario regala all'amministratore locale un computer portatile approfittando del fatto che il compleanno del sindaco cade in prossimità di Natale. Il politico locale è accusato prima di concussione e poi di corruzione impropria, ma è assolto da entrambe le accuse: il reato ex articolo 317 cp va sicuramente escluso perché non risulta che il sindaco abbia costretto o indotto il medico a regalargli il pc portatile né emerge alcun abuso della sua qualità di amministratore locale; deve tuttavia rilevarsi che non si configura neppure il reato ex articolo 318, secondo comma, cp: è vero, l'imputato si avvale della sua qualità di sindaco, ma la segnalazione relativa al trasferimento del medico non costituisce una condotta che denota concreta esplicazione dei poteri inerenti l'ufficio di amministratore del Comune. Affinché scatti la corruzione impropria, infatti, è necessario che il comportamento oggetto del mercimonio rientri nelle competenza o almeno nella sfera di influenza dell'ufficio cui appartiene il presunto corrotto: nel caso del sindaco le pressioni esercitate sul manager Asl per il trasferimento del medico costituiscono un intervento che va incidere nella sfera di attribuzione di un pubblico ufficiale terzo, come il direttore generale dell'azienda sanitaria, ente rispetto al quale il politico locale non ha alcun potere. Insomma, la raccomandazione in questo caso esula dagli atti di ufficio.

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