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Ragioni di una scelta: negato il confronto democratico

del 06/10/2012
di: La Redazione
Ragioni di una scelta: negato il confronto democratico
«Accade sempre più spesso di trovare classi dirigenti che male interpretano il loro mandato, che non usano il potere come strumento per portare avanti un'azione politica nell'interesse della gente che rappresentano. Molte di loro, poi, si adeguano facilmente a progetti e programmi di chi comanda, divenendo casse di risonanza del non pensiero unico, ingenerando intolleranza verso chi pensa il diverso. È quel che è accaduto ai delegati della Cassa ragionieri che, chiamati lo scorso 25 settembre ad approvare una stravolgente riforma del sistema previdenziale, tutto in un colpo solo, senza possibilità di apportare modifiche, si sono ribellati. I delegati di molte regioni hanno presentato una mozione di rinvio, interpretando il pensiero di tutti (meno uno) gli intervenuti nel dibattito. La mozione avrebbe certamente riportato la maggioranza dei consensi, non è stata però messa ai voti, anzi sono stati negati ulteriori interventi. Molti delegati hanno allora abbandonato l'aula facendo venir meno il numero legale, ancorché i lavori del delegittimato Comitato proseguissero con una grottesca e inutile votazione.

Una Riforma è necessaria, ma non per questo la si può imporre manu militari. Tutti i delegati la vogliono, ma – da cultori dell'economia e dei conti – vogliono che essa non solo ipotizzi un equilibrio di lungo periodo, ma consenta anche di realizzarlo.

È rimasta così viva la speranza di realizzare una riforma che soddisfi i requisiti di legge, ma non chiuda tutte le prospettive lasciando solo insicurezza e non eluda, ma affronti i veri problemi della Cnpr: assenza di flussi di iscritti e/o di entrate, caduta della redditività, spese eccessive.

Per questo siamo tutti ancora qui – senza clamore, con umiltà e modestia – pronti a rimboccarci le maniche per portare a compimento la Riforma, percorrendo anche altre vie, nella consapevolezza che non è giusto far pagare alla gente inefficienze delle classi dirigenti».

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