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False le fatture che documentano operazioni differenti

del 05/10/2012
di: Debora Alberici
False le fatture che documentano operazioni differenti
Sono fatture false anche quelle che documentano operazioni diverse rispetto a quelle reali.

A questo interessante principio è giunta la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 38754 del 4 ottobre 2012, ha annullato l'assoluzione pronunciata in favore di un imprenditore che aveva detratto costi per fatture per prestazioni artigianali mentre erano relative a intermediazione di mano d'opera.

Il caso a Trieste. Un contribuente aveva detratto dei costi per operazioni fatturate e regolarmente pagate. Nei documenti contabili si parlava di prestazioni artigianali mentre si trattava di intermediazione di mano d'opera fatta da un fornitore.

Così erano scattate le accuse archiviate dal gup. Contro questa decisione ha presentato ricorso la Pubblica accusa e ha vinto. Ad avviso del pm, infatti, nel documento contabile dev'essere inserita l'operazione reale. Non è la stessa cosa, dal punto di vista fiscale, una descrizione non in linea con la natura giuridica dell'affare. La tesi ha incontrato il favore dei giudici del Palazzaccio che hanno accolto il gravame riaprendo il caso contro l'imprenditore di Trieste.

Insomma, ad avviso della terza sezione penale del Palazzaccio che ha ribaltato la decisione del gup, devono essere qualificate come inesistenti «le fatture emesse per operazioni aventi natura giuridica diversa da quella indicata».

Ora, nel caso in esame le prestazioni per le quali sono state emesse fatture sono totalmente diverse da quelle che sarebbero state realmente poste in essere (intermediazione di mano d'opera invece che prestazioni di attività lavorativa di tipo artigianale di cui alle fatture) con la conseguente insussistenza giuridica e di fatto delle prestazioni per le quali le predette fatture sono state emesse. Non appare, quindi, corretto l'assunto del gup per il quale anche l'intermediazione di mano d'opera costituirebbe un'operazione esistente; infatti, se non si può disconoscere che lo sia dal punto di vista fenomenico, è altrettanto evidente che non è l'operazione riferita dalle fatture, mai posta in essere, e dunque inesistente. E infatti lo stesso giudice di merito aveva sostenuto nella sua motivazione che il comportamento del contribuente aveva come unico scopo ottenere un indebito risparmio di imposta. Ora sarà il Tribunale di Udine a giudicarlo a decidere cioè se dev'essere condannato o assolto dal reato di dichiarazione fraudolenta mediante l'uso di false fatture.

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