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Dichiarazione dei redditi, istruzioni per l'uso

del 04/10/2012
di: Gaetano Faggian
Dichiarazione dei redditi, istruzioni per l'uso
«È l'atto attraverso il quale il contribuente comunica la propria situazione reddituale. La Dichiarazione deve essere presentata da tutte le persone che l'anno precedente hanno avuto redditi (dagli imprenditori e dagli esercenti arti e professioni deve essere presentata anche se non hanno percepito alcun reddito) su modelli predisposti annualmente dall'Agenzia delle entrate.

I modelli variano a seconda che si tratti della Dichiarazione di persone fisiche, società di persone o di capitali. Per le persone fisiche il modello da utilizzare può essere UNICO PF (persone fisiche) oppure – se il dichiarante è un lavoratore dipendente o un pensionato – il modello 730» (vedi «Il linguaggio del Fisco: dizionario pratico dei termini tributari» Agenzia delle entrate, Ufficio relazioni esterne).

Si può considerare, dunque, come atto iniziale del procedimento amministrativo di accertamento: con la dichiarazione, infatti, si portano a conoscenza dell'Amministrazione finanziaria tutti gli elementi utili per l'applicazione del tributo. Ne consegue che la dichiarazione dei redditi si configura come una «dichiarazione di scienza» che si concretizza in un atto giuridico lecito finalizzato a comunicare ad altri la conoscenza di determinati fatti giuridici. In concreto l'Amministrazione finanziaria è in grado di conoscere il sorgere di un rapporto giuridico d'imposta (e l'entità del conseguente debito tributario) e di verificare l'esatto adempimento dell'obbligazione tributaria (sistema della denuncia verificata).

Va evidenziato anche che la giurisprudenza prevalente - che considera la dichiarazione, per l'appunto, una manifestazione di scienza – riconosce il principio di «ritrattabilità» della dichiarazione errata. La Cassazione stessa (vedi pag. 24 di ItaliaOggi del 26/10/2002 – sentenza n. 15063 del 25/10/2002) riconosce al contribuente «di ritrattare ed emendare la dichiarazione dei redditi affetta da errore, sia esso di fatto che di diritto, commesso dal dichiarante nella sua redazione, ove dall'errore derivi l'assoggettamento del dichiarante ad oneri tributari diversi e più gravosi di quelli che, sulla base della legge, devono restare a suo carico… ecc.».

L'obbligo della dichiarazione annuale dei redditi – vedi artt. 1 – 6 dpr 600/73 – accompagna tutti i soggetti passivi identificati, ad esempio, agli articoli 2 (Persone fisiche), 5 (Redditi prodotti in forma associata) e 73 (Soggetti passivi) del T.u. Imposte dirette, dpr 917/86.

Va ribadito che per i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili l'obbligo dichiarativo persiste anche in assenza di redditi prodotti.

Per le persone fisiche, in assenza di presupposto impositivo, è prevista la facoltà di presentare la dichiarazione dei redditi se intendono far valere oneri deducibili (i quali danno luogo a riduzione della base imponibile) e/o detraibili (che si trasformano in detrazione d'imposta).

La dichiarazione dei redditi, per sommi capi, deve contenere (vedi artt. 1-2, dpr 600/73):

- tutti i dati e gli elementi per l'individuazione del contribuente;

- l'indicazione degli elementi attivi e passivi necessari per la determinazione degli imponibili, per la determinazione dei redditi e delle imposte dovute;

- altri elementi necessari per l'effettuazione dei controlli nonché quelli richiesti nel modello di dichiarazione. Sono esclusi i dati e gli elementi che l'Amministrazione è in grado di acquisire direttamente.

La dichiarazione è sottoscritta, a pena di nullità, dal contribuente o da chi ne ha la rappresentanza legale o negoziale. La nullità è sanata se il contribuente provvede alla sottoscrizione entro 30 giorni dal ricevimento dell'invito da parte del competente ufficio dell'Agenzia delle entrate (vedi art. 1, comma 3 del dpr 322 del 22/07/98).

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