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Enti locali, altre restrizioni per la gestione contabile

del 04/10/2012
di: di Francesco Cerisano
Enti locali, altre restrizioni per la gestione contabile
Gli enti locali che utilizzano entrate a specifica destinazione o chiedono ai propri tesorieri anticipazioni di cassa non potranno utilizzare gli avanzi di amministrazione. E dovranno iscrivere in bilancio un fondo di riserva per far fronte a spese non prevedibili più sostanzioso rispetto ad oggi. Perché il limite minimo del fondo da inserire nel preventivo passerà dall'attuale 0,30 allo 0,45% del totale delle spese correnti. Il decreto legge sugli enti locali oggi all'esame del consiglio dei ministri, si arricchisce di due ulteriori disposizioni restrittive per la gestione contabile dei comuni. Entrambe modificano norme del Tuel già esistenti (articoli 166 e 187). La prima frena l'utilizzo degli avanzi di amministrazione per chi ha chiesto anticipi di cassa oggi previsti entro il limite massimo dei tre dodicesimi delle entrate (non ha trovato accoglimento la richiesta dei comuni di elevare tale soglia). L'altra, prima chiarisce espressamente che il fondo di riserva dovrà servire per coprire «eventuali spese non prevedibili la cui mancata effettuazione comporta danni certi all'amministrazione»; poi prosegue prevedendo che, qualora l'ente si trovi a utilizzare entrate a specifica destinazione o anticipazioni di tesoreria, il limite minimo del fondo andrà elevato allo 0,45% delle spese correnti (il limite massimo resta fisso al 2%).

Trova conferma nell'ultima versione del decreto legge l'allentamento della stretta operata dalla spending review (si veda ItaliaOggi di ieri). I comuni non subiranno più il previsto taglio del fondo di riequilibrio (500 milioni nel 2012, 2 miliardi dal 2013) ma gli importi delle riduzioni da imputare a ciascun ente dovranno essere utilizzati esclusivamente per l'estinzione anticipata del debito. Le risorse non utilizzate nel 2012 saranno invece recuperate l'anno prossimo con le modalità previste dalla spending review. A questo proposito i sindaci dovranno comunicare al Viminale entro il 31 marzo 2013 gli importi non utilizzati per l'estinzione anticipata dei debiti. Il termine è perentorio. Infatti, in caso di mancata comunicazione entro tale data, il recupero sarà effettuato per un importo pari al totale dei tagli 2012.

Confermata anche la proroga al 30 novembre (si veda ItaliaOggi di ieri) del termine per la verifica degli equilibri di bilancio. E, come anticipato da ItaliaOggi il 29 settembre scorso, si profila una proroga lunga per la dichiarazione Imu. La nuova scadenza sarà il 30 novembre e non il 31 ottobre come avrebbe preferito il ministro Vittorio Grilli. Infine, coerentemente con lo spostamento al 31 ottobre del termine per l'approvazione dei bilanci di previsione 2012, slitta alla stessa data anche la dead line entro cui i comuni possono modificare aliquote e detrazioni Imu.

Novità anche in materia di Ipt (Imposta provinciale di trascrizione): onde evitare effetti «migratori» di flotte di veicoli verso le province delle regioni a statuto speciale (che ancora applicano l'Ipt fissa e non quella proporzionale alla potenza del veicolo) si prevede che il gettito vada all'ente dove il soggetto che richiede la trascrizione ha la residenza o la sede legale.

Infine viene introdotta una norma interpretativa per determinare l'importo massimo della riduzione del fondo di riequilibrio in caso di mancato rispetto del Patto: si chiarisce che il riferimento al 3% delle entrate correnti registrate nell'ultimo consuntivo va inteso come riferito all'ultima annualità delle certificazioni al rendiconto di bilancio.

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