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Start up innovative, agevolazioni fiscali di favore

del 04/10/2012
di: di Ermando Bozza
Start up innovative, agevolazioni fiscali di favore
Incentivi agli investimenti, detassazione dei redditi remunerati con strumenti finanziari per amministratori, dipendenti e collaboratori, esclusione dalle società di comodo ed esenzione da diritti, imposte di bollo e di registro. È quanto previsto nello schema di decreto legge sulle crescita che il Governo si appresta ad approvare questo pomeriggio (insieme con un dl in materia di enti locali e al provvedimento sulle liberalizzazioni, che nel frattempo da decreto legge è diventato disegno di legge). Il pacchetto di agevolazioni previste per le cosiddette «start up innovative» è sicuramente appetibile dal punto di vista delle agevolazioni fiscali concesse in quanto non si limita soltanto alle misure riguardanti gli investimenti nelle start up ma tende ad abbracciare a 360 gradi la fiscalità dei soggetti coinvolti nel settore dell'innovazione.

Le agevolazioni in fase di costituzione. E' espressamente previsto che alle start-up innovative non si applichino i diritti di bollo, di segreteria per gli adempimenti relativi all'iscrizione nel registro imprese e il diritto annuale in favore della Camera di Commercio.

Gli incentivi agli investimenti. Per il triennio 2013-2015 è riconosciuta una detrazione dall'Irpef pari al 19% delle somme investite dal contribuente nel capitale sociale di una o più start up. L'importo massimo dell'investimento è fissato in 500 mila Euro per anno, con un conseguente risparmio massimo annuo di 95 mila euro. Per i soggetti Ires la deduzione è fissata al 20%, con un tetto massimo di investimento deducibile di euro 1,8 milioni (risparmio massimo annuo di imposta pari a euro 99 mila). L'eventuale cessione, anche parziale, dell'investimento prima di due anni comporta la decadenza dal beneficio e il conseguente obbligo di restituzione dell'imposta detratta comprensiva di interessi legali. La detrazione/deduzione, viene riconosciuta anche nel caso l'investimento avvenga tramite organismi di investimento collettivo del risparmio che investano prevalentemente in start-up innovative. L'eventuale eccedenza Irpef potrà essere portata in detrazione negli esercizi successivi ma non oltre il terzo.

L'esenzione per le remunerazioni. Una previsione molto interessante, che si muove nella logica della fidelizzazione e incentivazione del management, è quella che prevede un regime fiscale e contributivo di favore per i piani di incentivazione basati sull'assegnazione di strumenti finanziari o sul loro valore monetario.

È prevista, infatti, l'esclusione dal reddito imponibile, sia ai fini fiscali che contributivi, dei redditi di lavoro derivanti dall'assegnazione, da parte delle start up e incubatori certificati, ai propri dipendenti, amministratori o collaboratori, di strumenti finanziari (azioni, quote, titoli) o di ogni altro diritto ed incentivo che preveda l'attribuzione di strumenti finanziari o diritti similari, ovvero, la corresponsione in denaro del valore di tali strumenti finanziari o diritti, nonché dall'esercizio di diritti di opzione attribuiti per l'acquisto di tali strumenti finanziari. Sono state, però, introdotte misure antielusive:

a) Incedibilità dei suddetti strumenti finanziari o diritti alla start-up innovativa con cui gli amministratori, i dipendenti e i collaboratori intrattengono il proprio rapporto di lavoro o di collaborazione, alla società emittente, se diversa dalla start-up innovativa, nonché ai soggetti che fanno parte a qualsiasi titolo del gruppo della start-up innovativa. Nel caso tali condizioni non vengano rispettate, l'intero valore degli strumenti finanziari o dei diritti esentati al momento dell'assegnazione o dell'esercizio del diritto, concorrerà alla formazione del reddito imponibile nell'esercizio in cui avviene la cessione. In tal caso il reddito da dichiarare sarà parametrato al valore che gli strumenti finanziari e i diritti avevano al momento dell'assegnazione o dell'esercizio del diritto.

b) L'esenzione non può essere applicata se il dipendente, amministratore o collaboratore detiene quote di partecipazione nel capitale che gli consentano di esercitare diritti di voto nell'assemblea ordinaria superiore al 30%.

Anche le azioni, le quote e gli strumenti finanziari emessi a fronte di apporto di opere e servizi resi a start-up innovative, ovvero a fronte di compensazione di crediti, anche professionali, maturati nei confronti delle stesse, non concorrono alla formazione del reddito complessivo del soggetto che effettua l'apporto, anche in deroga all'art. 9 del Tuir, al momento della loro emissione o al momento in cui è operata la compensazione.

Resta in ogni caso fermo il regime ordinario di tassazione delle plusvalenze realizzate attraverso la successiva cessione a titolo oneroso.

Società di comodo. Alle start up innovative non si applicano le norme in materia di società di comodo e non operative né con riguardo ai test di operatività né con riguardo alla disciplina delle perdite sistemiche.

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