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Frontalieri, un tesoretto da 54 milioni di euro

del 04/10/2012
di: di Tancredi Cerne
Frontalieri, un tesoretto da 54 milioni di euro
Dopo lo sblocco dei ristorni fiscali versati dai cantoni svizzeri dei Grigioni, del Ticino e del Vallese all'Italia, arrivano i criteri per il loro utilizzo. Almeno per gli anni 2010-2011. Un tesoretto da 54 milioni di euro di gettito totale, redistribuiti tra 400 comuni di confine situati in Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta, e nella provincia autonoma di Bolzano, come stabilito dall'articolo siglato tra l'Italia e Svizzera nel 1974 che regola l'imposizione dei lavoratori frontalieri e la compensazione finanziaria (38,8% delle tasse riscosse dalla Svizzera) a favore dei comuni italiani di confine. Con decreto 18 luglio 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 231 del 3/10/2012, il ministro dell'Economia e delle Finanze ha stabilito che «la ripartizione delle somme affluite per compensazione finanziaria sarà limitata ai comuni il cui territorio sia compreso, in tutto o in parte, nella fascia di 20 km dalla linea di confine con l'Italia dei tre cantoni del Ticino, dei Grigioni e del Vallese», hanno stabilito dal governo secondo cui la ripartizione delle quote avverrà sulla base delle rispettive «quote pro-capite», ottenute dividendo l'importo globale della compensazione finanziaria versata dai tre Cantoni e riferita a ciascun anno, per il numero complessivo del lavoratori frontalieri residenti nei comuni di confine al 31 agosto di ciascun anno. Con il vincolo che queste persone abbiano svolto in quel periodo un'attività di lavoro dipendente in uno dei tre Cantoni. Ma come verranno assegnati questi fondi tra le tre regioni interessate e la provincia autonoma di Bolzano? Secondo il ministero, nel caso della Valle d'Aosta, e della provincia di Bolzano i ristorni verranno concessi alle comunità montane e ai comuni di confine. Per il Piemonte, i beneficiari saranno invece ciascun comune della comunità montana delle Valli dell'Ossola, quelli della comunità montana del Verbano e il comune di Verbania. Mentre per la Lombardia, rientrano nel novero dei beneficiari dei ristorni i «comuni di confine» in cui il numero dei frontalieri residenti nel corso del 2010 e 2011 rappresenti almeno il 4% dell'intera popolazione risultante residente nel comune; ma anche le comunità montane, se questo rapporto risulta inferiore al 4% e il «comune di confine» è compreso in tutto o in parte nella comunità montana. Il valore delle quote verrà calcolato in misura pari al prodotto fra la «quota pro-capite» e il numero di frontalieri. La legge prevede inoltre un vincolo di utilizzo per i ristorni distribuiti ai comuni di frontiera. «Le somme attribuite saranno utilizzate dagli enti assegnatari per la realizzazione, completamento e potenziamento di opere pubbliche di interesse generale volte ad agevolare i lavoratori frontalieri, con preferenza per i settori dell'edilizia abitativa e dei trasporti pubblici», si legge nel decreto. «Queste somme, inoltre, potranno essere destinate, nel limite del 30%, al finanziamento di servizi resi ed effettivamente fruiti, relativi a opere pubbliche realizzate con fondi di precedenti erogazioni».

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