Consulenza o Preventivo Gratuito

Imposte: il reddito elevato non basta per l'Irap

del 04/10/2012
di: di Sergio Trovato
Imposte: il reddito elevato non basta per l'Irap
Un ingegnere non può essere tenuto a pagare l'Irap solo perché ha un reddito molto elevato. Il reddito non è da solo indicativo della presenza di un'autonoma organizzazione nello svolgimento dell'attività professionale. Lo ha chiarito la commissione tributaria regionale di Roma, sezione XIV, con la sentenza 518 del 18 luglio 2012.

Per il giudice d'appello, «l'ammontare dei compensi percepiti è un dato irrilevante ai fini della verifica del presupposto d'imposta in ragione del carattere reale dell'lrap». «La ricchezza prodotta dall'impiego coordinato delle proprie facoltà mentali, attitudini e spirito di iniziativa costituisce profitto esclusivamente derivante dalle capacità del professionista».

Ciò che conta per l'Irap, secondo i giudici, «non è il reddito ma l'esercizio abituale di un lavoro autonomo con l'ausilio di una struttura organizzata». Quindi, il fisco deve accertare se gli esercenti arti e professioni «utilizzino normalmente nell'esercizio della loro attività, personale, beni strumentali e mezzi finanziari idonei a potenziarla». Sono rilevanti le spese sostenute per il pagamento di compensi a terzi e le quote di ammortamento relative all'acquisto di beni strumentali se eccedono il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività. L'Irap è infatti dovuta quando si è in presenza di un professionista che eserciti l'attività con un'organizzazione autonoma, costituita da un insieme di capitale, anche se di importo non elevato, e di lavoro, coordinati in modo tale da creare valore aggiunto con un ridotto apporto personale. Elementi che da soli sono in grado di accrescerne la potenzialità reddituale. È da ritenere organizzata l'attività se il lavoratore autonomo si avvale di personale dipendente (impiegati, segretarie), collaboratori o tirocinanti, sofisticate attrezzature informatiche e investimenti economici. Questi fattori e la qualità dell'organizzazione del lavoro creano valore e garantiscono un miglior risultato al cliente. Per esempio, non paga l'imposta un professionista che svolga l'attività presso terzi e si avvalga di una struttura organizzativa che fa capo a un altro. Peraltro, non è rilevante né la natura giuridica del rapporto di lavoro né la sua durata. Non rileva che si tratti di lavoro dipendente o a progetto. Solo quello occasionale salva dall'Irap.

Altro elemento che fa emergere l'esistenza di un'autonoma organizzazione è anche l'esercizio in forma associata di un'attività professionale. La Cassazione (sentenza 22781/2009) ha chiarito che in uno studio associato si presume che vi sia un'organizzazione di strutture e mezzi, anche se di non particolare onere economico, poiché i singoli professionisti che ne fanno parte sono mossi dall'intento di avvalersi della reciproca collaborazione. Dunque, fa presumere che il reddito prodotto non sia frutto solo della professionalità di ciascun componente dello studio.

vota