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Tia seconde case, la superficie non conta come criterio

del 03/10/2012
di: La Redazione
Tia seconde case, la superficie non conta come criterio
È illegittimo il regolamento comunale che prevede per la determinazione della Tia dovuta dai soggetti non residenti criteri e coefficienti di calcolo basati sul numero dei componenti del nucleo familiare desunto dalla superficie degli immobili. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo regionale per la Sardegna, seconda sezione, con la sentenza n. 551 del 31 maggio 2012. Secondo i giudici amministrativi, è del tutto illogico il criterio fissato dal comune di fare riferimento per la tariffa dei non residenti al numero dei componenti del nucleo familiare desunto dalla superficie dell'immobile. Né può essere ritenuta valida la giustificazione di avere fatto ricorso alla presunzione solo perché il dato reale è difficile accertarlo attraverso le risultanze anagrafiche. Questo meccanismo presuntivo è del tutto inattendibile, «ben potendo accadere che un immobile di notevole ampiezza sia utilizzato da un numero ristretto di occupanti». In realtà, si legge nella motivazione della sentenza, il quantum variabile della tariffa per i non residenti non può essere legato «a un unico dato presuntivo, di natura statica e aprioristica, come quello dell'ampiezza dell'immobile». In questo modo si crea una discriminazione tra residenti e non residenti. Per i primi, infatti, la tariffa è correttamente ancorata a un elemento concreto, «quello cioè del numero degli abitanti desunto dalle risultanze anagrafiche».

Il presupposto della Tia è l'occupazione o conduzione di locali o aree scoperte a uso privato non costituenti accessorio o pertinenza dei locali, a qualsiasi uso adibiti, nel territorio comunale. I costi per i servizi relativi alla gestione dei rifiuti giacenti su strade e aree pubbliche e soggette a uso pubblico devono essere coperti dai comuni con l'istituzione di una tariffa, composta da una quota determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio e da una quota rapportata a quantità di rifiuti conferiti, servizio fornito e costi di gestione. E va assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio. Per la quantificazione della tariffa occorre applicare le disposizioni contenute nel dpr 158/1999, vale dire il regolamento attuativo della tariffa Ronchi.

Il principio affermato dal Tar è applicabile anche alla Tares, il nuovo tributo su rifiuti e servizi che i comuni dovranno applicare dal prossimo anno. L'articolo 14 del dl salva-Italia (201/2011) prevede l'emanazione, entro il 31 ottobre 2012, del regolamento che dovrà definire i criteri per l'individuazione del costo del servizio di gestione dei rifiuti e per la quantificazione della tariffa. Tuttavia, fino alla data di applicazione del nuovo regolamento, prevista dall'anno successivo alla data della sua entrata in vigore, i comuni devono deliberare la tariffa facendo riferimento alle disposizioni contenute proprio nel dpr 158/1999, con il quale è stato approvato il metodo normalizzato.

Sergio Trovato

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