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Gli enti dribblano la spending ma devono alleggerirsi

del 03/10/2012
di: di Francesco Cerisano
Gli enti dribblano la spending ma devono alleggerirsi
Gli enti locali dribblano i tagli della spending review. Sui comuni non si abbatteranno più le decurtazioni «cieche» del fondo di riequilibrio (pari in totale a 500 milioni per quest'anno, 2 miliardi nel 2013 e 2014 e 2,1 miliardi dal 2015) ripartite sulla base della spesa per consumi intermedi fatta registrare nel 2011. Le amministrazioni eviteranno i tagli ma saranno obbligate a dirottare una cifra di pari importo sulla riduzione del livello di indebitamento. In pratica dovranno alleggerire la propria esposizione in mutui e prestiti. L'entità degli importi, poi, verrà determinata non più sulla base dei dati Siope sui consumi (molto variabili di anno in anno e dunque inidonei a costituire una base di calcolo attendibile) bensì prendendo in considerazione i fabbisogni standard. Sono le due novità dell'ultim'ora destinate a essere recepite nel decreto legge sugli enti locali che dovrebbe essere approvato nel cdm di giovedì (il provvedimento conterrà anche la riduzione del numero dei consiglieri regionali e una stretta su indennità e pensioni).

Entrambe le proposte targate Anci hanno ricevuto ieri l'ok dal ministero dell'economia. Via XX Settembre ha accolto le richieste dell'Associazione dei comuni di trasformare i tagli, piuttosto casuali, previsti dal dl 95 in obiettivi di debito e di saldo. Con un ulteriore innegabile vantaggio per i sindaci che non dovranno assistere a una riduzione dei trasferimenti a tre mesi dalla scadenza (teorica) del termine di fine anno per la chiusura dei bilanci di previsione 2013.

Nel decreto troverà anche posto l'allineamento al 31 ottobre (si veda ItaliaOggi del 22/9/2012) del termine per la determinazione definitiva delle aliquote Imu da parte dei comuni. La scadenza era rimasta fissa al 30 settembre, nonostante il termine per l'approvazione dei preventivi 2012 fosse nel frattempo slittato al 31 ottobre, ingenerando più di un'incertezza tra i comuni. Ora le due dead line vengono a coincidere e gli enti che non hanno ancora chiuso i bilanci potranno attendere fino all'ultimo per prendere la decisione definitiva sulle aliquote.

Ancora dubbi invece sull'entità della proroga per la presentazione della dichiarazione Imu. Lo slittamento (anticipato da ItaliaOggi il 4 settembre scorso e confermato dal comunicato del ministero dell'economia del 29 settembre) è ancora senza data. Sarà il consiglio dei ministri di giovedì a decidere tra le due ipotesi in campo: 31 ottobre o 30 novembre. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi la prima scadenza sarebbe al momento leggermente favorita sulla seconda viste le resistenze mosse dal ministro dell'economia Vittorio Grilli a una proroga troppo lunga.

Novità anche in materia di controlli interni sugli enti locali. Le nuove norme (contenute nella Carta delle autonomie ferma da anni al senato) che riscrivono completamente gli articoli 147 e seguenti del Tuel, verranno scorporate e inserite nel decreto legge all'esame del cdm.

Confermato anche lo slittamento al 30 novembre del termine per approvare la delibera relativa alla salvaguardia degli equilibri di bilancio. Mentre per i comuni a rischio dissesto è in arrivo un fondo rotativo che dovrebbe offrire una boccata d'ossigeno agli enti più esposti finanziariamente in modo da evitare il commissariamento. Per poter accedere alle risorse i municipi dovranno sottoscrivere un piano di rientro di durata quinquennale impegnandosi a ridurre la spesa corrente e l'indebitamento, sotto l'occhio vigile della Corte dei conti.

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