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In salvo i conti pensionistici dei consulenti

del 02/10/2012
di: La Redazione
In salvo i conti pensionistici dei consulenti
L'Assemblea dei delegati dell'Enpacl ha approvato importanti modifiche e integrazioni allo Statuto e ai Regolamenti dell'Ente nonché il nuovo bilancio tecnico. Grazie a tali modifiche, l'Ente può garantire i 50 anni di sostenibilità dei propri conti pensionistici, come richiesto dall'articolo 24, comma 24 della legge 201/2011. È stato introdotto il metodo di calcolo contributivo, pro rata, per le future pensioni dei consulenti del lavoro e inoltre il contributo soggettivo verrà determinato in percentuale (12%) sul reddito professionale di ciascun iscritto. Il contributo integrativo sarà calcolato nella misura del 4% del volume d'affari e per i 3/4 verrà considerato utile ai fini pensionistici. La nuova pensione di vecchiaia si potrà conseguire con 66 anni di età e quella di anzianità, ora rinominata di vecchiaia anticipata, con 36 annualità contributive e 60 anni di età. Importanti novità anche per la governance dell'Ente: il numero dei componenti del consiglio di amministrazione diminuisce da 9 a 7. Inoltre, Il numero dei delegati verrà determinato con un nuovo quoziente, tale da consentire la riduzione di circa il 30% dei componenti dell'Assemblea, attualmente 162. Infine, per favorire le giovani leve di consulenti del lavoro, è stata ridotta l'anzianità di iscrizione necessaria per accedere alle cariche elettive dell'Enpacl. Le modifiche sono ora all'attenzione dei ministeri vigilanti per la prescritta approvazione, a seguito della quale la riforma sarà operativa. Il presidente, Alessandro Visparelli, commenta l'importante momento.

Domanda. Quanto ha inciso l'obbligo di garantire almeno 50 anni di sostenibilità, previsto dalla riforma «Fornero» per tutte le Casse di previdenza dei liberi professionisti?

Risposta. L'attuale consiglio di amministrazione aveva avviato già nel settembre 2011 lo studio delle modifiche da apportare alla nostra normativa, costituendo uno specifico gruppo di lavoro consiliare e, soprattutto, una vera e propria Commissione, composta da delegati in rappresentanza di tutte le Regioni nonché da rappresentanti del Consiglio nazionale dell'Ordine e dell'Ancl. Il legislatore ha avuto il merito di accelerare il processo riformatore che era già avviato.

D. Ciò aiuterà i consulenti del lavoro ad avere pensioni di importo maggiore?

R. Si. Occorre che ognuno di noi assuma la consapevolezza che il futuro pensionistico si costruisce anno per anno durante l'esercizio della professione e che i contributi versati all'Ente non sono un balzello ma una forma di risparmio previdenziale.

D. Dunque cambierà il metodo di calcolo della pensione?

R. Certamente. La moderna scienza previdenziale afferma che non vi è metodo di calcolo attuarialmente più neutro di quello contributivo, in base al quale ciascuno versa per quanto può e riceve in relazione a quanto accumulato, tenuto conto della speranza di vita attesa. Ovviamente, saranno fatti salvi i diritti acquisiti e perciò il nuovo metodo di calcolo verrà adottato pro rata temporis.

D. I consulenti del lavoro possono perciò guardare con fiducia alla loro pensione?

R. L'Enpacl è un Ente sano, con una discreta patrimonializzazione a garanzia delle prestazioni. Con gli interventi adottati e, soprattutto, con i servomeccanismi introdotti, il sistema sarà più equo e avrà una maggiore capacità di adattarsi ai mutamenti demografici ed economici. Si pensi che, in base alle nostre previsioni, le entrate contributive resteranno superiori alle uscite per prestazioni per oltre 50 anni.

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