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Censimento: industria e servizi sono sotto la lente

del 28/09/2012
di: La Redazione
Censimento: industria e servizi sono sotto la lente
Imprese, istituzioni non profit e amministrazioni pubbliche sotto la lente di ingrandimento. A scattare la foto di questi tre universi al 31 dicembre 2011 è il Censimento Istat dell'industria e dei servizi appena partito e che consentirà di tracciare in breve tempo un quadro dinamico delle singole realtà analizzate, definendo in modo puntuale il rapporto tra questi soggetti e il sistema entro il quale operano.

Da mesi il sistema camerale si sta adoperando, al fianco di Istat, per preparare al meglio le operazioni censuarie e svolgere l'attività di rilevazione sul campo. Con il sostegno e il coordinamento di Unioncamere e Istat, sono stati creati 101 uffici provinciali di censimento presso altrettante Camere di commercio o Unioni regionali; un'enorme squadra di oltre 2 mila persone tra rilevatori e coordinatori è pronta ad accompagnare e assistere imprese e istituzioni non profit sull'intero territorio nazionale nelle operazioni censuarie; 500 giornate di formazione sono state svolte con l'obiettivo di censire, entro la fine dell'anno, oltre 730 mila unità.

La prima fondamentale tappa del Censimento, conclusa il 14 settembre, prevedeva l'invio dei questionari a tutte le imprese e istituzioni coinvolte nella rilevazione; attualmente imprese e istituzioni non profit possono compilare il questionario via Internet, attraverso il sito dedicato oppure consegnandone la copia cartacea presso gli uffici postali o la camera di commercio o compilandolo con l'ausilio dei rilevatori. Per tutte le rilevazioni il termine delle operazioni censuarie è fissato al 20 dicembre 2012; i dati e i risultati saranno diffusi dall'Istat entro la seconda metà del 2013.

Il sistema camerale ha colto in pieno la sfida di questo «nuovo» Censimento, nuovo per modalità di realizzazione, ampiezza e contenuti. L'operazione censuaria acquista infatti oggi una veste diversa rispetto al passato, abbandonando il concetto di periodico monitoraggio delle imprese per adottare quello che l'Istat definisce una nuova idea di «censimento continuo», finalizzato ad affinare, approfondire ed aggiornare la conoscenza del tessuto economico del Paese (in gran parte già fornita dai dati amministrativi) coprendo nello stesso tempo i «vuoti» strutturali di tali fonti e cogliendone nuove dimensioni evolutive attraverso un'indagine multiscopo che sarà generale solo per le aziende di più grandi dimensioni, mentre avrà il carattere di una indagine campionaria per quelle di più piccola dimensione (fino a 20 addetti). È questa l'innovazione più rilevante che caratterizza la rilevazione sulle imprese: i dati censuari, forniti da un campione di circa 260mila imprese e rappresentativo dei 4,5 milioni di realtà imprenditoriali nel nostro Paese, offriranno una fotografia inedita del tessuto produttivo italiano, con approfondimenti su temi quali la governance aziendale, le relazioni tra imprese, le strategie competitive, la gestione delle risorse umane e finanziarie e il grado di internazionalizzazione.

Si tratta di informazioni utili alla definizione di politiche sempre più rispondenti ai mutati assetti organizzativi delle imprese e alle nuove traiettorie di sviluppo dei mercati, che andranno ad arricchire le numerose informazioni di base, anagrafiche e strutturali, desunte dagli archivi amministrativi che negli ultimi anni sono stati, a loro volta, oggetto di sviluppo e affinamento da parte del sistema statistico nazionale. In particolare, la base informativa dell'attuale Censimento dell'industria e dei servizi è costituita in larga parte dai registri statistici delle imprese, in primo luogo quelli tenuti dalle camere di commercio, che rappresentano la fonte primaria di certificazione dei dati costitutivi del tessuto imprenditoriale italiano, così come le anagrafi comunali lo sono per i dati sui cittadini. Negli ultimi anni, inoltre, il sistema camerale, sulla spinta della legge di riforma delle camere di commercio del 2010 che attribuisce un ruolo rinnovato alle attività di osservazione e informazione economica, ha potenziato la capacità di sfruttamento dei propri archivi amministrativi lavorando ad un processo sempre più fine di integrazione delle banche dati con altre fonti anch'esse di natura amministrativa.

La rilevazione del più frammentato e meno esplorato mondo del non profit italiano si configura invece come un vero e proprio censimento generale, con lo scopo di fornire una rappresentazione statistica ufficiale, aggiornata e affidabile del settore e del contributo che esso fornisce allo sviluppo economico e sociale del paese. Le istituzioni non profit coinvolte nella rilevazione censuaria sono circa 475 mila, distribuite in differenti tipologie: dalle associazioni culturali e sportive alle organizzazioni di volontariato, dalle cooperative sociali alle fondazioni, dalle ong alle istituzioni di studio e ricerca, dagli enti ecclesiastici alle organizzazioni mutualistiche e sanitarie.

Con riferimento al sistema delle camere di commercio, al mondo delle associazioni e, più in generale, ai soggetti pubblici e privati impegnati nel sostegno allo sviluppo e alla crescita dell'Italia e del suo tessuto socio-economico, sarà particolarmente interessante valutare la rispondenza del loro operato rispetto al fabbisogno di servizi di informazione e assistenza oggi espressi dal mondo produttivo. Faremo tesoro di queste informazioni rese disponibili attraverso il censimento, per «profilare» i diversi target di utenti (attuali e potenziali) e definire così nuove linee di servizi e interventi a supporto delle nostre imprese e dello sviluppo dei territori.

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