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Al lavoro per adeguare i regolamenti alla riforma

del 28/09/2012
di: La Redazione
Al lavoro per adeguare i regolamenti alla riforma
La manutenzione degli ordinamenti professionali entra nel vivo. A partire dal regolamento sul sistema disciplinare. Se, infatti, in tema di formazione continua obbligatoria e tirocinio, gli ordini (in attuazione del dpr Severino, n. 137/12) avranno 12 mesi di tempo per mettere a punto i regolamenti adeguandoli ai nuovi principi contenuti nella riforma, la separazione delle funzioni disciplinari da quelle amministrative dovrà avvenire entro 90 giorni dalla pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale e quindi entro il 14 novembre prossimo.

Il sistema disciplinare

I periti industriali insieme alle professioni tecniche del Pat sono dunque alle prese con la prima stesura del regolamento che, secondo quanto prevede la norma, farà debuttare i consigli di disciplina territoriali formati da persone diverse dai rappresentanti dell'ordine. Il regolamento complessivo stabilirà perciò i criteri in base ai quali sarà effettuata la proposta di consigli e la designazione da parte del tribunale. In seconda battuta, poi, ogni ordine dovrà mettere a punto un proprio distinto regolamento procedurale sul funzionamento del procedimento stesso. Dare pratica attuazione al disposto normativo non sarà comunque facile. Innanzitutto per i periti industriali servirà un esercito di 1.500 professionisti di «specchiata moralità», esperti nella professione, edotti su procedure disciplinari. E disponibile ad un delicato impegno. Tanto la categoria dovrà mettere in campo affinché i presidenti dei tribunali di competenza possano nominare i 750 componenti dei consigli di disciplina territoriale. Se quindi da un lato le recenti norme che vengono individuate come riforma delle professioni riaffermano il ruolo di pubblica utilità del sistema ordinistico, dall'altro questo viene investito di tali responsabilità ed impegni organizzativi che richiederanno risorse e strutture nettamente superiori alle attuali. Se tutto questo comporti anche semplificazione, liberalizzazione, crescita e risparmio, sarà tutto da verificare.

Il tirocinio

Sul tema del tirocinio c'è da chiarire innanzitutto un passaggio: il dpr in oggetto non abroga la norma primaria in materia (legge 17/90), ma la innova e la modifica in diverse parti. La regolamentazione in materia stabilisce, poi, che il tirocinio oltre che nella pratica svolta presso un professionista, possa consistere nella frequenza per un periodo non superiore a sei mesi, di specifici corsi di formazione professionale organizzati dagli ordini o collegi che prevedano un carico didattico non inferiore a 200 ore. In questo senso la commissione sta studiando il passaggio normativo optando per un'interpretazione che vede i due passaggi complementari non sostitutivi. In sostanza, cioè, per sei mesi si potrà svolgere un corso professionale della durata di 200 ore, per i restanti 12 invece presso lo studio di un professionista iscritto all'albo da almeno cinque anni. Questo vorrà dire pensare a una organizzazione dei corsi che sia la più efficace dal punto di vista organizzativo e partecipativo, con una particolare attenzione ai costi.

La formazione continua

Infine il regolamento sulla formazione continua, materia non nuova per i periti industriali che già nel 2006 avevano già adottato un provvedimento specifico. La novità sta però nel fatto che la violazione dell'obbligo costituisce illecito disciplinare. Anche in questo caso, comunque si tratta di un regolamento di non facile attuazione visto che dovrà contenere le modalità e le condizioni per l'assolvimento dell'obbligo (gestione e organizzazione dell'aggiornamento a cura degli ordini o collegi territoriali, delle associazioni professionali e dei soggetti autorizzati) i requisiti minimi dei corsi di aggiornamento e poi soprattutto il valore del credito formativo professionale. Ma soprattutto il regolamento dovrà prestare particolare attenzione ai soggetti destinatari della formazione. Le modalità quindi saranno diverse per chi esercita la libera professione, per i professionisti subordinati, per i neoiscritti e per la formazione finalizzata all'ottenimento di un titolo di studio superiore.

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