«Ci sono tecnici teorici e tecnici pratici. Purtroppo i secondi raramente vengono ascoltati». È con questa amara considerazione del presidente nazionale Ancl s.u. Francesco Longobardi che si è aperto nei giorni scorsi a Bologna il primo di una serie di convegni, ben trenta in tutto il territorio nazionale, organizzati dal Centro Studi Nazionale Ancl S.u. per l'associazione allo scopo di approfondire la riforma del mercato del lavoro. Un'occasione, che ha avuto il suo inizio nel capoluogo emiliano dedicata alle modifiche intervenute sulle procedure dei licenziamenti, soprattutto per instaurare un dibattito interno alla categoria volto a raccogliere tutte le istanze e le proposte correttive da presentare come associazione sindacale nelle sedi opportune. Dibattito che recentemente ha visto un nuovo strumento: sul sito dell'Ancl, per iniziativa della coordinatrice del Centro Studi Paola Diana Onder, ora è attivo un forum sul quale i colleghi possono intervenire sulle tematiche proposte.
Il dato di fatto, incontestabile, è che la riforma Fornero non trova nella sua applicazione pratica alcuna corrispondenza con quelli che erano gli obiettivi sbandierati: flessibilità e riduzione del costo del lavoro. Anzi, la burocrazia è aumentata, così pure il costo del lavoro in entrata e in uscita, per non parlare delle nuove sanzioni stabilite dalla riforma: di certo non era questa la strada per aiutare il Paese a uscire dalla crisi e renderlo appetibile agli investitori esteri. «Una riforma che non ci aspettavamo, da un governo cosiddetto “tecnico”», ha continuato Longobardi. «Non ci sono grandi idee per mantenere i livelli occupazionali, né per aumentarli. Non ci sono agevolazioni per le imprese, al momento solo norme restrittive. Sono già pervenuti dei correttivi, aspettiamocene altri».
Il prossimo appuntamento di rilievo sarà il 5 ottobre a Bari, dove la riforma del lavoro verrà analizzata con un confronto fra giuristi, parlamentari, tecnici e consulenti del lavoro. Convegno al quale è prevista la partecipazione dei senatori, e relatori della legge, Maurizio Castro e Tiziano Treu.
