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Consulenti del lavoro, da gennaio parte il contributivo

del 28/09/2012
di: Simona D'Alessio
Consulenti del lavoro, da gennaio parte il contributivo
Debutto del metodo di calcolo della pensione contributivo dal 1° gennaio 2013, data a partire dalla quale l'aliquota soggettiva (a carico del professionista) sarà del 12%, mentre quella integrativa (inserita nella fattura saldata dal cliente) salirà dal 2 al 4%. E, ancora, via libera alla riduzione del numero dei componenti del consiglio di amministrazione (da 9 a 7), per «rendere più efficiente la governance». L'assemblea dei delegati della cassa di previdenza dei consulenti del lavoro approva la riforma, con l'obiettivo di raggiungere la sostenibilità dei bilanci a 50 anni, come previsto dalla legge 214/2011, che impone agli istituti privatizzati di sottoporre i piani di revisione ai ministeri vigilanti entro il 30 settembre. L'Enpacl, dunque, sceglie di transitare dall'attuale sistema a contribuzione fissa (definita secondo classi di età e iscrizione) e prestazione base predeterminata verso un prelievo a percentuale sul reddito da lavoro e l'entità del futuro assegno, pertanto, verrà determinata in funzione del montante (i versamenti) effettivamente maturato nel corso dell'attività; un'agevolazione (diminuzione della contribuzione dovuta) è, poi, riservata ai neo iscritti e ai pensionati che restano negli elenchi. La cassa presieduta da Alessandro Visparelli, che conta su 26 mila 724 professionisti e 8 mila 429 pensionati, stabilisce, poi, che il requisito per l'accesso anagrafico al pensionamento di vecchiaia venga con gradualità elevato fino a 70 anni, sia per uomini, sia per donne, mentre quello contributivo sarà ridotto a cinque annualità; quanto, invece, al requisito contributivo per accedere alla prestazione per anzianità sarà anch'esso gradualmente incrementato fino a 70 anni, fermo restando, però, il parametro anagrafico minimo dei 60 anni. La riforma dei consulenti del lavoro che, come scritto, agisce innanzitutto sulle leve delle aliquote, comprende «particolari penalizzazioni per alcune fattispecie di pensionamento di reversibilità», mentre per i primi cinque anni successivi all'entrata in vigore delle misure, «a carico di alcuni pensionati» verrà posta in essere una minore rivalutazione delle prestazioni. Sotto il profilo dell'adeguatezza, fa sapere infine l'ente, i montanti saranno costituiti da quanto versato (con la quota soggettiva e integrativa), e grazie a ciò che verrà ricavato attraverso la cosiddetta «modularità», ovvero i versamenti facoltativi, utili a rendere più congrua la pensione che si percepirà.

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