Sui contenuti del provvedimento del Tribunale di Roma il Consiglio dell'Ordine di Roma aveva avuto già modo di rappresentare, per conto degli Iscritti, le proprie perplessità con apposita comunicazione al tribunale nella quale si sottolineava come «la scelta del professionista da parte del Giudice attiene esclusivamente alla sua discrezionalità, mentre, l'esclusione preventiva e casuale dall'elenco dei custodi appare non coerente con lo spirito di collaborazione che ha sempre improntato i rapporti tra le categorie professionali e l'autorità giudiziaria».
Nella lettera inviata dall'Ordine al presidente della IV sezione del Tribunale Civile di Roma, il presidente dell'Odcec di Roma, Gerardo Longobardi, e il coordinatore dell'Area Giudiziale, Andrea Perrone, avevano articolato una serie di eccezioni che partendo dal riconoscimento della figura dell'ausiliare del Giudice, sicuramente di «importanza rilevante» per l'esecuzione di funzioni delegate e in assenza del quale «l'Autorità Giudiziaria non potrebbe svolgere quelle funzioni cui è demandata nel pubblico interesse», argomentavano una serie di rilievi.
In particolare veniva rilevato come il provvedimento del 26 aprile fosse penalizzante per molti professionisti che avevano fatto investimenti per dotarsi di mezzi necessari allo svolgimento di queste attività. Inoltre, era discutibile la distinzione nell'ambito dei custodi tra Avvocati e Commercialisti. La proposta operativa dell'Ordine invocava la sospensione delle operazioni di sorteggio e orientava il meccanismo a diversi criteri: una estrazione annuale e non triennale, capace di una maggiore rotazione; l'eliminazione del sub elenco A che garantisce a pochi almeno 4 incarichi annui determinando una disparità.
Accolta dal Tar l'istanza di sospensione cautelare, ora occorrerà attendere la definizione del merito, fissata nella pubblica udienza del 22 maggio 2013.
