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Il rimborso del canone Rai agganciato al reddito

del 26/09/2012
di: Antonio G. Paladino
Il rimborso del canone Rai agganciato al reddito
Se un'amministrazione comunale dispone il rimborso del canone Rai a favore dei cittadini in età avanzata, non legando il beneficio a requisiti di natura reddituale, incappa nel danno erariale. Infatti, in tali casi non si è di fronte a una sovvenzione di carattere economica sulla quale il comune dispone di un'ampia discrezionalità, bensì di veri e propri servizi alla persona mancanti di qualsiasi accertamento necessario per l'ottenimento del beneficio. È quanto ha messo nero su bianco la Corte dei conti per la Regione Lombardia, con la sentenza n. 385/2012, con la quale ha condannato gli amministratori di un comune comasco a rifondere le casse comunali delle somme spese nel 2009 per rimborsare integralmente il canone Rai a quei cittadini che avessero superato l'ottantesimo anno di età. Un rimborso, disposto con delibera di giunta, che subito ha acceso i riflettori della procura inquirente che, nell'atto di citazione notificato agli amministratori, ha sottolineato come tale provvidenza finanziaria fosse completamente estranea alla sfera di competenze attribuita a qualsiasi comune. Beneficio foriero di danno, poi, perché slegato da qualunque requisito riguardo alla situazione reddituale o patrimoniale del soggetto percettore e perché andava a sovrapporsi alla disposizione similare del legislatore (art.1, comma 132 della L.F. 2008), che prevede l'esenzione del canone Rai per gli ultrasettantacinquenni a basso reddito. Il collegio giudicante, nell'esaminare le ragioni che hanno portato l'amministrazione all'adozione della delibera, hanno condiviso la prospettazione della procura. Il contributo a sostegno degli anziani, pari all'intero importo del canone, aveva come finalità il superamento della situazione di isolamento degli anziani over 80, ma con ciò contraddicendosi, in quanto il beneficio poteva andare anche ai soggetti sposati. Il contributo, pertanto, è stato disposto non già come sovvenzione di carattere economico, legata al reddito posseduto, ma come mezzo per ovviare a situazioni di disagio, senza però legare l'erogazione a requisiti ben precisi, come avviene nei casi di sostegni economici per servizi alla persona.

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