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Progetti: potere decisionale in mano ad uno solo

del 25/09/2012
di: Pagina a cura di Andrea Mascolini
Progetti: potere decisionale in mano ad uno solo
È illegittimo affidare come supporti agli uffici tecnici delle stazioni appaltanti incarichi di ausilio alla progettazione; la responsabilità progettuale deve fare capo ad un unico centro decisionale; è ammissibile soltanto il supporto per il controllo e la vigilanza sulla progettazione. È quanto afferma l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, con la deliberazione del primo agosto 2012 n. 80 (relatore Luciano Berarducci), resa nota in questi giorni, che solleva il problema della compatibilità di una prassi, piuttosto invalsa nelle stazioni appaltanti, di considerare «supporti» agli uffici tecnici quelli che in realtà sarebbero veri e propri appalti di servizi di ingegneria e architettura. Questa prassi risulta strumentale alla definizione di un importo stimato dell'appalto ben inferiore a quello che risulterebbe in base alle tariffe (in attesa che a breve sia emanato il nuovo decreto del Ministero della giustizia, di concerto con il ministero delle infrastrutture); in questo caso però l'Autorità censura il comportamento della stazione appaltante esclusivamente sul punto della qualificazione delle attività, tralasciando l'aspetto economico della vicenda. Il caso sul quale si è pronunciata l'Autorità di via di Ripetta presieduta da Sergio Santoro, riguardava un affidamento di «servizi di consulenza specialistica di supporto all'Ufficio Tecnico» di importo superiore a 220 mila euro affidati a fine 2011, sul quale si era già aperto un «precontenzioso» da parte di un concorrente che era stato escluso dalla gara. In particolare l'Autorità ha esaminato nel dettaglio le prestazioni oggetto, la descrizione dell'oggetto dell'affidamento («servizi di consulenza specialistica per la redazione di un progetto definitivo delle opere civili e di distribuzione irrigua, con previsione della progettazione delle opere civili di compenso e opere elettromagnetiche») per giungere alla conclusione che «l'affidamento in questione richiede espressamente attività inquadrabili come servizi tecnici di progettazione». Ciò premesso, l'Autorità afferma l'illegittimità del comportamento della stazione appaltante che, qualificando in tale modo le prestazioni, si è posta in violazione della Determina n. 5 del 2010 (Linee guida per l'affidamento dei servizi di Architettura e ingegneria). Le linee guida avevano infatti chiarito che nel nostro ordinamento non è prevista la «consulenza» di ausilio alla progettazione di opere pubbliche. La ragione di ciò risiede nel fatto, dice l'Autorità, che la responsabilità della progettazione deve potersi ricondurre ad un unico centro decisionale, ossia il progettista, e la responsabilità di quest'ultimo rimane impregiudicata quando è fatto divieto di avvalersi del subappalto. Inoltre l'organismo di vigilanza precisa in maniera netta che la consulenza alla progettazione non appare riconducibile alle attività a supporto del responsabile unico del procedimento, essendo diversi i compiti di quest'ultimo. Infatti, si legge nella delibera, al responsabile unico del procedimento è affidata la responsabilità, la vigilanza e i compiti di coordinamento sull'intero ciclo dell'appalto (progettazione, affidamento, esecuzione), alla stregua di un vero e proprio project manager. In sostanza per la legge il Rup dovrebbe occuparsi di assicurare che l'appalto sia condotto in modo unitario, in relazione ai tempi ed ai costi preventivati. Per quel che attiene alla specifica attività progettuale, il responsabile del procedimento è tenuto a redigere il documento preliminare alla progettazione e a coordinare le attività necessarie alla redazione del progetto preliminare definitivo ed esecutivo. In tale ottica l'unico ausilio che i soggetti esterni alla stazione appaltante (selezionati con procedure di evidenza pubblica) possono fornire riguarda il supporto inerente le attività di coordinamento e vigilanza sulla progettazione, «fermo rimanendo che la progettazione è compito di esclusiva competenza del progettista». Pertanto, il bando di gara, qualificato come un affidamento di servizi di consulenza specialistica e avente ad oggetto anche servizi di progettazione, non è stato ritenuto conforme al dlgs 163/2006.

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