Consulenza o Preventivo Gratuito

Si aprono le porte per i 60 mila avvocati invisibili

del 22/09/2012
di: di Simona D'Alessio
Si aprono le porte per i 60 mila avvocati invisibili
Cassa forense apre le porte ai 60 mila «invisibili» dell'avvocatura, presenti finora soltanto negli albi, perché non raggiungono il tetto minimo per iscriversi all'ente pensionistico. E punta a varare nei prossimi mesi una strategia di protezione, che comprenda tanto un aiuto per favorire avvio e continuità professionale, quanto forme di assistenza in caso di bisogno, per sostenere la famiglia, e per le cure medico-sanitarie. Il punto di partenza, spiega il vertice dell'istituto, a margine della X conferenza, nella Capitale, è «innanzitutto favorire l'ingresso di questa vasta platea di avvocati, in prevalenza giovani, nei nostri elenchi. Non ha senso che un professionista, per qualche anno, versi i contributi all'Inps, e poi si iscriva alla Cassa quando riesce a superare una certa soglia di fatturato: così, infatti, crea un danno previdenziale soprattutto a se stesso». Al momento, però, l'ente, che conta attualmente oltre 162 mila legali, «non intende abbassare il limite dei circa 9 mila euro, soglia minima per procedere all'iscrizione. Non significa, tuttavia, che non ci siano già chance importanti per questa rilevante fetta di «esclusi». Difatti, per coloro che non raggiungono quel tetto, esistono già delle agevolazioni per i giovani: per i primi tre anni», ad esempio, «è sufficiente dichiarare un volume d'affari minimo, anche di zero euro, per entrare». A seguire, la Cassa forense pensa di «allungare il periodo «protetto» della cosiddetta «prova agevolata» da 8 anni ai primi 10 anni di iscrizione. E la media reddituale, che riguarda ovviamente anche entrate basse, e viene realizzata prendendo come punti di riferimento i due anni successivi, o precedenti, siamo orientati ad ampliarla a 4-5 anni». Misure queste, di certo non del tutto risolutive in una fase di crisi finanziaria, ma che «dovrebbero, comunque, essere d'aiuto».

Approvate le modifiche ai regolamenti dei contributi e delle prestazioni nei giorni scorsi, il vertice dell'ente accende i riflettori su un'altra sfida: è allo studio, infatti, una revisione dell'assistenza che sarà questa mattina al centro del dibattito della seconda giornata della conferenza, dedicato al welfare. Le ipotesi di intervento, che ItaliaOggi è in grado di anticipare, comprendono, fra l'altro, le erogazioni di bonus bebè, convenzioni per ridurre i costi di esercizio della professione, mutui agevolati e organizzazione di corsi qualificanti.

vota