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Fallimento: crediti Iva, interessi privilegiati limitati

del 22/09/2012
di: di Debora Alberici
Fallimento: crediti Iva, interessi privilegiati limitati
Gli interessi sui crediti Iva, in quanto accessori, sono ammessi al fallimento con privilegio solo nei limiti di quelli dovuti per l'anno in corso ossia per l'anno in cui è stata avviata la procedura concorsuale.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 16084 del 21 settembre 2012, ha respinto il ricorso di Equitalia.

Ma non è tutto. La prima sezione civile ha ribadito che la misura degli interessi non è quella legale, più alta, ma quella prevista dal legislatore di volta in volta per le singole imposte.

Dunque, i Supremi giudici hanno dato torto a Equitalia su tutti i fronti, precisando sulla limitazione temporale, che «in caso di fallimento il privilegio generale sui beni mobili del debitore riconosciuto dall'ari 2752, terzo comma, cod. civ. ai crediti dello Stato per le imposte, le pene pecuniarie e le soprattasse dovute secondo le norme relative all'imposta sul valore aggiunto si estende, ai sensi dell'art. 2749 cod. civ., richiamato dall'art. 54 della legge fall., anche al credito per interessi, ma solo nei limiti di quelli dovuti per l'anno in corso alla data di apertura della procedura concorsuale e per l'anno anteriore, nonché di quelli maturati successivamente in misura legale fino alla data di deposito del progetto di riparto nel quale il credito è soddisfatto sia pure parzialmente».

La ragione della decisione sta essenzialmente nella circostanza per cui gli interessi del fisco sono degli accessori del credito Iva. Tale accessorietà è dimostrata anche da una norma chiave in tema di Iva, l'articolo 45 del dpr 602 del 1973: la disposizione prevede infatti che in tema di riscossione delle imposte il recupero coattivo degli interessi di mora avvenga solo unitamente alte somme iscritte a ruolo.

Sul tasso legale, in fondo alle motivazioni si legge invece che, la misura legale alla quale rinvia rari 2749, secondo comma, ai fini dell'individuazione dei limiti della collocazione privilegiata del credito per interessi deve intendersi riferita, al pari di quella prevista dagli artt. 2788 e 2855 cod. civ. per i crediti pignoratizi ed ipotecari, non già a! saggio d'interesse stabilito dalla legge che disciplina il singolo credito, ma a quello previsto in via generale dall'art. 1284 cod. civ., quest'ultimo è infatti destinato a trovare applicazione nella situazione di concorso con altri creditori derivante dall'apertura di una procedura concorsuale, avuto riguardo alla natura speciale della legge fallimentare, che disciplina in via generale gli effetti derivanti dall'accertamento giudiziale dello stato d'insolvenza, ed alla conseguente prevalenza del richiamo in essa contenuto alla disciplina dettata dal codice civile sul riferimento ad altri tassi eventualmente previsti da leggi speciali.

La vicenda riguarda una srl di Terni indebitata col fisco per l'Iva. Lo stato di dissesto era precipitato tanto che la società era fallita. Così l'amministrazione finanziaria ha chiesto l'ammissione al passivo con privilegio non solo del credito d'imposta ma anche degli interessi. Fuori tempo massimo, secondo i giudici, le richieste di Equitalia.

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