Consulenza o Preventivo Gratuito

Equitalia fa meno paura agli avvocati romani

del 22/09/2012
di: di Simona D'Alessio
Equitalia fa meno paura agli avvocati romani
Una «soluzione indolore» per le migliaia di avvocati romani che, a causa del mancato pagamento del contributo per i non cassazionisti, sono finiti nel mirino di Equitalia, che agisce su mandato del Consiglio nazionale forense (si veda ItaliaOggi del 18/08/2012). È quella che si prospetta dopo che l'ordine della Capitale ha chiesto ed ottenuto un incontro («la prossima settimana») con il vertice del Cnf Guido Alpa con l'auspicio «che possa tornare sui propri passi, anche perché due degli anni riportati nelle cartelle esattoriali sono stati sicuramente prescritti». Il periodo di riferimento, riferisce Mauro Vaglio, al vertice degli avvocati di Roma, «va dal 2005 al 2009, e la richiesta finanziaria al singolo professionista è di circa 135 euro in tutto, ossia 25 euro annui». La vicenda, aggiunge, «inizia nel 2000, quando l'allora consiglio dell'ordine romano indisse un'assemblea per mettere in luce una stranezza, ossia che i singoli consigli locali di tutta Italia facevano da esattori per il Cnf di un contributo che, però, era previsto soltanto in caso di tenuta dell'albo della componente non cassazionista. E, dunque, si deliberò di chiedere ai colleghi cassazionisti il contributo e di versarlo regolarmente, ma di non pretendere il pagamento dai non cassazionisti». Circostanza rimasta sospesa fino al 2008, «quando arrivò un avviso di Equitalia con cui si richiedeva la somma spettante ai singoli avvocati. Si avviò una trattativa per fermare l'invio delle cartelle che, effettivamente», prosegue Vaglio, «cessò. Ma, ad agosto, è ripartito. Tuttavia, come mi ha confermato Alpa, il Cnf non ha in alcun modo sollecitato l'agenzia di riscossione, che ha spontaneamente deciso di instaurare una nuova iniziativa di recupero».

I numeri

Ma quanti sono i professionisti coinvolti nell'azione esattoriale, fra quelli che hanno già ricevuto la notifica, e quelli che forse la avranno a breve? Secondo alcune fonti il punto di partenza è di 6 mila, a giudizio dell'attuale numero uno dell'ordine capitolino «parliamo di circa 12 mila persone». Vaglio, comunque, punta ad ottenere «innanzitutto uno sgravio, poi la garanzia della non prosecuzione del processo di riscossione. In futuro, però, considerato che il Dpr 137 di riforma delle professioni» recentemente approvato dal governo contempla l'istituzione di un albo nazionale, ossia una raccolta di tutti gli albi, «nell'ambito di questa novità, potremmo ragionare su quanto accaduto. E porvi rimedio».

vota