«Non nascondo le preoccupazioni che avevano coinvolto tutti noi nel mese di agosto 2011, quando nubi nere si addensavano sul futuro nostro e dei nostri giovani», considera Francesco Longobardi, presidente nazionale Ancl. «Ma da allora tanto è cambiato di quelle previsioni normative e ora ci troviamo a fare i conti con un dpr, che presenta anche delle criticità ma che mette in sicurezza il sistema ordinistico». Proprio per questo motivo, aggiunge il presidente, «è necessario che la categoria tutta partecipi a un grande dibattito virtuale su quelli che sono i temi portanti della riforma. L'Ancl vuole e deve continuare a fare la sua parte, così come già accaduto in questi anni, partecipando al confronto con idee, proposte e contributi costruttivi». Fra i punti salienti della riforma da affrontare, uno sicuramente è la società di professionisti, soluzione che apre ad alcune criticità da analizzare e scongiurare. I consulenti del lavoro hanno avuto un ruolo di primo piano nel confronto col governo durante la stesura della riforma, grazie a Marina Calderone, presidente dell'Ordine nazionale e anche del Comitato unitario professioni: «Quando ho letto l'ultima stesura della riforma delle professioni», conclude Longobardi, «ho avuto conferma della bontà della scelta fatta dall'Ancl nel volerla fortemente al vertice della nostra categoria».
