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Permesso il fotovoltaico nei centri storici

del 21/09/2012
di: di Cinzia De Stefanis
Permesso il fotovoltaico nei centri storici
Sì al fotovoltaico nei centri storici se i pannelli installati non sono in contrasto con il contesto architettonico e non si produce alcun effetto visivo che distorca la visione degli elementi architettonici del bene. Questo è il parere espresso dal Tar Puglia, sede di Lecce, sez. I, del 12 luglio 2012 n. 1241. I giudici del Tar hanno infatti annullato il provvedimento di diniego emesso dal dirigente dello Sportello unico per l'edilizia del comune relativo alla domanda per la realizzazione di un impianto fotovoltaico su fabbricato a uso residenziale ubicato in centro storico, classificato dal Prg come «edificio di notevole interesse ambientale», assoggettato alle prescrizioni dettate dall'art. 38 delle Nta, tra cui l'obbligo di sottoporre ogni progetto all'approvazione della Soprintendenza. Quest'ultima esprimeva parere negativo «poiché le opere di progetto, consistenti in lavori per l'installazione di un impianto fotovoltaico da 9,66 kwp sul terrazzo di un fabbricato di un immobile per civile abitazione, per tipologia d'intervento e materiali, si ritenevano non compatibili con il fabbricato esistente e con il contesto architettonico del centro storico». Sulla base di queste considerazioni il comune rigettava la domanda. Il cittadino presentava pertanto ricorso al Tar e quest'ultimo lo accoglieva giudicando contraddittorie le motivazioni della pubblica amministrazione. Le valutazioni operate dall'amministrazione si appalesano irrazionali e contraddittorie. Infatti, dalla documentazione depositata emerge che «la struttura sarà realizzata in modo da non risultare visibile dall'esterno, in quanto i muri perimetrali attigui a essa sono di altezza superiore». Tali circostanze affermano i giudici non risultano essere state vagliate, dal momento che il parere si fonda in maniera apodittica sull'affermazione dell'asserito contrasto con il contesto architettonico, benché appaia evidente che lo stesso non è compromesso, se non si produce alcun effetto visivo che distorca la visione degli elementi architettonici del bene.
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