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Droga, aggravante solamente sopra quota 2 mila

del 21/09/2012
di: Dario Ferrara
Droga, aggravante solamente sopra quota 2 mila
L'aggravante dell'ingente quantità non è ravvisabile quando il totale della droga è inferiore a 2 mila volte il cosiddetto valore-soglia, vale a dire il massimo determinato per ogni sostanza nella tabella ministeriale. Al di sopra del tetto indicato, espresso in milligrammi, scatta la discrezionalità del giudice. È quanto emerge dalla sentenza 36258/12, pubblicata il 20 settembre dalle sezioni unite penali della Cassazione.

Altro che «gabbie» nelle quali rinchiudere la valutazione del giudice. I parametri numerici possono risultare di grande aiuto nel lavoro del magistrato chiamato a decidere spinose questioni, come quelle dei procedimenti per spaccio di droga. E ciò specialmente quando è il legislatore a introdurre e rinviare al sistema tabellare, come nel caso delle sostanze stupefacenti, laddove un dm indica l'asticella oltre la quale si configurano le condotte penalmente rilevanti perseguite dal testo unico di cui al dpr 309/09. Ecco perché, allora, è necessario individuare nello stesso sistema tabellare un parametro numerico in modo da determinare il concetto di «ingente quantità» e far scattare il conseguente aumento di pena.

Addio alle valutazioni basate su elementi come il grado di pericolo per la salute pubblica che può scaturire dallo spaccio all'ingrosso e come la potenzialità di soddisfare un cospicuo numero di consumatori per l'elevata quantità di dosi ricavabili. E la spiegazione è di ordine «sistematico». È infatti lo stesso legislatore nel Testo unico a rinviare alle tabelle, facendo così acquisire un rilievo dirimente ai valori soglia, tanto che al di sotto del tetto indicato il possesso della sostanza si presume per uso esclusivamente personale. Ed è proprio dal riferimento compiuto dal dpr 309/90 al sistema tabellare, allora, che «si può e si deve» arrivare alla conclusione che sia necessario individuare un parametro di ordine numerico anche per la determinazione del concetto di ingente quantità. E in base ai dati acquisiti dalla Suprema corte non può certo ritenersi «ingente» un quantitativo di stupefacente che non supera di 2 mila volte il valore soglia, espresso in milligrammi nella tabella. I giudici di merito, per esempio a Roma, hanno già cominciato ad applicare il principio: per la cocaina no all'aggravante dell'ingente quantità per meno di un chilo e mezzo di principio attivo, mentre per l'hashish aumento di pena escluso per meno di 80 mila dosi singole medie.

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