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I debiti tra imprese vanno saldati in 30 giorni

del 21/09/2012
di: Gabriele Ventura
I debiti tra imprese vanno saldati in 30 giorni
Pagamenti tra imprese entro 30 giorni. Lo prevede un disegno di legge che recepisce la direttiva Ue del 2011 contro i ritardi nei pagamenti, approvato ieri in commissione attività produttive della camera. Il provvedimento bipartisan, che non riguarda i crediti verso la pubblica amministrazione, deve ottenere ora il via libera dell'aula e passare poi al senato. Una problematica, quella dei ritardi nei pagamenti, evidenziata anche dalle rilevazioni del servizio Dap, Database delle abitudini di pagamento realizzato da Assifact in collaborazione con Cribis D&B, presentate ieri a Milano nel corso di un convegno. Dalle quali emerge che al Sud ci si mette il doppio del tempo per pagare i debiti commerciali: 300 giorni rispetto ai 150 impiegati al Nord. Mentre la media, in Italia, è pari a 229 giorni. Quanto alle classi di attività commerciale, le più «lente» sono riconducibili alla pubblica amministrazione, e in particolare all'assistenza sanitaria, dove i tempi di pagamento sono superiori anche ai 360 giorni. I dati dell'analisi si riferiscono sia alle imprese private sia alla p.a. All'interno della distribuzione geografica e secondo i settori di attività economica, le differenze sono rilevanti. Il Nordest registra tempi medi di pagamento intorno ai 150 giorni (cinque mesi) mentre per l'area Sud si rilevano tempi medi superiori ai 300 giorni (10 mesi). Circoscrivendo l'analisi ad alcune classi di attività economiche, tipicamente riconducibili alla pubblica amministrazione, come difesa, assicurazione sociale obbligatoria, assistenza sanitaria, i tempi medi di pagamento risultano superiori ai 270/360 giorni (9/12 mesi). La classificazione in base alle attività economiche evidenzia invece una quota importante del database, in termini di volumi, riferita alla categoria «assistenza sanitaria», che rappresenta circa il 18% del totale. Il commercio al dettaglio, invece, rappresenta il 12% circa. Le analisi di portafoglio da cui sono stati ricavati i tempi di pagamento sono riferite a un campione di sette associati su dati di marzo 2012 e sono effettuate su un volume pari a quasi 8 miliardi di crediti ceduti a società di factoring relativi a oltre 45 mila debitori censiti. Il 38% dei crediti censiti nel Dap è riferito all'area geografica «Nord», il 32% all'area «Centro», il 31% all'area «Sud e Isole». «Il Dap», ha spiegato Alessandro Carretta, segretario generale di Assifact, «è una nuova iniziativa dell'industria italiana del factoring realizzata da Assifact in collaborazione con Cribis D&B, che gestisce il servizio, e che si basa sull'aggregazione e sull'analisi dei reali comportamenti di pagamento dei debitori coinvolti da operazioni di factoring e non su indagini campionarie o su proiezioni più o meno attendibili». Nel corso dell'incontro Marco Preti, amministratore delegato Cribis D&B ha sottolineato che «Cribis D&B ha collaborato alla realizzazione e seguirà la gestione del Dap. I partecipanti contribuiscono i dati mensilmente e con la medesima tempistica Cribis fornisce i dati di ritorno aggregati ed arricchiti con numerosi indici e confronti su più dimensioni di analisi». Quanto al ddl approvato, invece, Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, l'ha definito «un atto di civiltà giuridica che ci avvicina all'Europa». Secondo le stime dell'Associazione, nel 2011 quasi un fallimento su tre è stato causato dai ritardi nei pagamenti. A fronte di 11.615 imprenditori italiani che hanno portato i libri contabili in tribunale, circa 3.600 (pari al 31% del totale) lo hanno fatto a causa dell'impossibilità di incassare in tempi ragionevoli le proprie spettanze. Una situazione, purtroppo, drammatica: dall'inizio della crisi, segnala la Cgia, in Italia i ritardi dei pagamenti sono responsabili di almeno 11 mila chiusure aziendali.

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