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Tariffe, occorre un nuovo decreto sui parametri

del 20/09/2012
di: Mario Valdo
Tariffe, occorre un nuovo decreto sui parametri
Un nuovo decreto parametri per le professioni non incluse in quello appena emanato dal ministero della giustizia. Lo hanno chiesto gli ordini professionali, ricevuti ieri in via Arenula, al guardasigilli, Paola Severino. Già, perché il dm n. 140/2012 riguarda avvocati, dottori commercialisti ed esperti contabili, notai e le professioni dell'area tecnica. Per le altre professioni, il dm prevede che il compenso sia «liquidato dall'organo giurisdizionale per analogia alle disposizioni» dello stesso decreto. «Ringraziamo il ministro Severino per l'attenzione che dedica agli ordini professionali», ha dichiarato la presidente del Cup, Marina Calderone. «È stato un incontro interlocutorio che è servito per fare il punto sullo stato di attuazione della riforma delle professioni. Una sorta di ricognizione su tutti gli istituti della riforma, utile a fare un bilancio complessivo delle norme entrate in vigore. Abbiamo chiesto l'emanazione di un ulteriore decreto parametri ricomprendente le professioni non incluse nel precedente». Ricordiamo che il dm parametri è stato impugnato dagli avvocati, che lamentano un conseguente impatto negativo sui redditi fino al 30% (si veda ItaliaOggi di ieri). Secondo una prima valutazione dell'Ordine degli avvocati di Milano, che ha dato mandato all'Università Cattolica di calcolare l'effetto dei nuovi parametri istituiti dal decreto del ministero della giustizia sulle tasche degli avvocati, con l'abolizione il reddito medio lordo degli avvocati crollerà a 30 mila euro e il reddito complessivo Irpef passerà dai 7,3 miliardi del 2010 a circa 5 miliardi di euro. Sono prossimi a impugnare il dpr di riforma delle professioni anche gli agrotecnici.

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